Frigida circumagunt pigri serraca bootæ[68].
Tutt’all’intorno del cavedio sonvi camerette, cellæ o contubernia, non illuminate che dall’aprirsi delle loro porticine, per uso degli schiavi.
Dopo il cavedio, seguiva il tablinum, detto pur tabulinum, stanza destinata dapprima a contenere gli archivii delle famiglie e le imagini degli avi, imagines majorum, delle quali già dissi in addietro; adoperata poi anche come sala da pranzo.
A destra ed a sinistra del tablinum sono due sale: quella a sinistra con pavimento a musaico doveva essere una biblioteca, a giudicar dai papiri carbonizzati e distrutti che vi si rinvennero: quella a destra doveva servire da camera da letto, cubiculum, da cuba, nicchia, nella quale entrava il capo del letto. Al Museo di Napoli veggonsi letti di bronzo trovati a Pompei: dovevan essere de’ ricchi, i quali li avevano anche di più preziosa materia. Nelle case più modeste eran di legno ed anche di materiale di fabbrica, su cui stendevano materassi o pelli.
Il passaggio fra il cubiculum e il tablinum chiamavasi fauces e per esso passavasi all’appartamento interno. Pel servizio della casa spesso le fauces giravano tutto all’intorno di essa.
Oltre il tablinum, era il perystilium, corrispondente alla Gyneconitis d’una abitazione greca. Nella casa di Pansa era un cortile circondato da sedici colonne d’ordine jonico con capitelli ornati. Spesso in questo spazio trovavasi un giardino, xystum, che in questa casa esiste separatamente, come vedremo più avanti; ma più ordinariamente, come qui, una piscina od un impluvium col suo puteal per attingervi l’acqua.
Il Perystilium è poi fiancheggiato da due camere, entrambe da letto, appena capaci a contenerlo, quella a sinistra preceduta da un’anticamera detta allora procœton.
Non è inopportuno osservare in un angolo del peristilio di questa casa di Pansa un corridojo, per il quale da una porticina detta posticum, si usciva sulla via della Fullonica, opportunissima al patrono per sottrarsi all’importunità de’ clienti, come nota Orazio nella epistola 5 del Lib. 1.
et rebus ommissis
Atria servantem postico folle clientem.