L’espression di Virgilio animam sepulcro condimus, resa letteralmente, appoggia meglio la credenza da noi riferita, ed io però tradurrei:
L’anima sua chiudemmo entro il sepolcro.
[224]. La Cité Antique, Cap. 1.
[225]. «I diritti degli Dei Mani sono santi: questi datici da morte abbiansi come numi e si onorino di spesa e di lutto.»
[226]. Lib. II, 22.
[227]. «Le anime di virtù maggiore si chiamano Mani, quelle che son nel nostro corpo diconsi Genii; fuori di esso, Lemuri; se infestano colle loro scorrerie le case, Larve; ma se pel contrario ci son favorevoli, si chiamano Lari famigliari.» De Deo Socratis.
[228]. V. 91-96.
[229]. Virgilio, lib. VI, v. 219:
. . . . intorno al freddo corpo intenti
Chi lo spogliò, chi lo lavò, chi l’unse.