Così degli amator l’alme più fide
E le tombe si fan favola al vulgo
Che gusta i nomi più famosi e ride.
Copra me pure in solitario canto
Terren, defunto, e sovra lui distenda
Arbor frondosa di bell’ombra il manto:
Me ancor di sabbia inosservato acervo
Chiuso a le belve: sol che il nome mio
Non sia bersaglio al passeggier protervo.
Lib. III, Eleg. 16, vv. 25-30.