Una cuspide di bronzo (n. 80 — 3459); due gladii di ferro (81, 82 — 3459, 9618) due lame di gladio in bronzo (n. 83, 84 — 3461, 3462) furono pur di Pompei; così due teste d’aquila in bronzo, impugnature di gladio (85, 86 — 3458, 12883); un frammento di lorica squamea (93 — 3456) consistente in novantuno pezzetti di osso in forma di squamme, ciascuno con due buchi, ne’ quali passava un filo che li univa tra loro sopra un torace di lino.

La terza classe è delle armi gladiatorie di Pompei e d’Ercolano, credute da molti armi di guerra e per la singolarità delle loro forme cagione di gravissimi errori sulla natura dell’armamento dei legionarii romani, ai quali però queste armi erano affatto estranee, perchè solo destinate ai ludi ed alle pompe dell’Anfiteatro.

Io per altro ho creduto di riserbarne il cenno in questo capitolo, per non iscindere in diverse parti l’argomento delle armi.

Dodici sono le galeæ, di cui una sola di ferro, le altre tutte di bronzo che si trassero dagli scavi di Pompei (nn. 268, 269, 271, 274, 275, 276, 277, 278, 279, 280, 282, 284). Sono degne di considerazione speciale: quella al n. 275 adorna di figure in rilievo rappresentanti cinque muse sulla parte anteriore, il dio Pane nel dinanzi della crista, con trofeo di cimbali, tirsi, tibie, e di una lira graffiti, e due amorini nella visiera, quelle ai nn. 276 e 278 a varii bassi rilievi e quella al n. 282 che ha sulla fronte in rilievo la figura di Roma galeata, che calcando una prora di nave regge nella sinistra il gladio chiuso nella vagina, con due figure virili avanti di sè prosternate e altri gruppi ai lati.

Cinque sono le galeæ di Ercolano, delle quali una di ferro, le altre in bronzo (270, 272, 273, 281, 283). La prima è adorna di bassi rilievi che ritraggono sulla fronte un simulacro di Priapo avvolto in ampia clamide, avente ai lati due guerrieri, con altri fregi minori nelle restanti parti. Quella al n. 283 è veramente insigne, essendo interamente ornata di figure a rilievo esprimenti gli ultimi fatti della guerra di Troja.

Una parma o scudo circolare di bronzo (n. 288) trovata in Pompei ha nel mezzo di argento ed in rilievo il Gorgonio circondato da ghirlanda di olivo, e così un mezzo scudo (n. 287) o galerus, con figure marine.

È di Ercolano un mezzo scudo eguale (n. 286), ma di bronzo e atto alla difesa della testa, venendo per lo più applicato all’omero nelle lotte dei gladiatori Reziarii.

Tredici ocreæ di bronzo (290, 291, 293, 294, 295, 296, 297, 298, 299, 300, 301, 302, 303, 304) son di Pompei, la più parte figurate e le ultime due, simili affatto tra loro, servir dovevano certo ad un solo combattente.

Priva di ornamenti è la sola ocrea di bronzo rinvenuta in Ercolano.

Sei cuspidi di bronzo per lancia offriron pure gli scavi pompejani (305, 307, 308, 309, 310, 311) e una tricuspide (n. 306) che armava forse l’estremità dell’asta di un Bestiario.