Audio quid veteres olim moneatis amici:

Pone seram, cohibe. Sed quis custodiet ipsos

Custodes?[164]

La memoria della festa della Buona Dea dovevasi per tali ragioni e invereconde costumanze nel presente capitolo dell’opera mia menzionare e molto più ancora perchè si sappia che certamente degenerasse sempre più col tempo in licenza ed in abbominazioni; tanto così che il medesimo Giovenale, parlando dei sacerdoti di essa, li avesse a paragonare a quelli di Cotitto, che si celebravano egualmente di nottetempo in Grecia fra le più sconce dissolutezze, onde i Bapti, che così nomavansi i suoi ministri, fossero venuti nel generale disprezzo de’ concittadini, ed Alcibiade che s’era fatto iniziare a’ loro misteri, avesse ad uccidere il poeta comico Eupoli, che di ciò l’aveva canzonato in una sua commedia.

In quel luogo Giovenale accenna che i misteri della Buona Dea si fossero anzi fin da’ suoi giorni così sconvolti, che non più alle donne, ma agli uomini si aprissero solamente.

Accipient te

Paulatim, qui longa domi redimicula sumunt

Frontibus, et toto posuere monilia collo,

Atque Bonam teneris placant abdomine porcæ,

Et magno cratere Deam. Sed more sinistro