Scena I.—Pag. 113.
...e qui l’imperïale
Pugillator, deposta ogni fierezza,
Si tramuta in artefice.
Habuit et pingendi FINGENDIQUE MAXIME non mediocre studium (Svet. LIII).
Scena I.—Pag. 113.
Eppure egli una volta
Pianse nel sottoscrivere il decreto
Che puniva di morte un cittadino.
Il principio dell’impero di Nerone fu buono;—egli emanò leggi sapientissime, nè lasciò trascorrere occasione alcuna senza mostrare la sua liberalità e la sua clemenza. È celebre la esclamazione ch’egli fece quando gli fu recata la prima sentenza di morte acciò la sottoscrivesse: Quam mallem nescire literas! Una volta, volendo il Senato rendergli pubbliche grazie, Nerone rispose: Quum meruero. Ma presto la sua natura si corruppe, aiutandola la potenza di fare ogni cosa che volesse, ed è noto che corruptio optimi viri pessima.
Scena II.—Pag. 115.
Ove son esse?
Ov’eran prima che fossero nate.
Questa sentenza che mette le anime de’ morti nel luogo ov’erano prima di nascere si trova in una tragedia attribuita a Seneca, e fu recitata senza che alcun magistrato gridasse allo scandalo per religione bestemmiata. Ò voluto ricordarla come prova dell’ateismo di quel tempo.