— Ieri.

— E era sana?

— Sana in quanto non aveva propriamente alcun malore; ma sana per altro come può essere colei, che vive nella desolazione, quasi sepolta viva, lontana dal padre, che ella adora....

— Mi adora? E il cavaliere?.... Oh Dio, frate Marco: ho avuto un tristo e spaventoso sogno. Mi pareva vederla morente; la udii imprecare al mio nome: la vidi spirare....

— Fu visione codesta, ad ammonirvi per avventura che tanto avverrebbe della vostra Bice, se non ammollite il cuor vostro.

— Oh, frate Marco, io l'amo tanto! non posso più vivere senza di lei.... Ma proprio non è ammalata?

— No, messere.

— E la badessa che dice? Mi manda ella dicendo nulla?

— La badessa è tenerissima della buona vostra figliuola: la esorta alla obbedienza; ma la compatisce molto, e la compiange. Partendo dal monastero, mi ha dato per voi questa lettera.

Geri prese la lettera di mano al frate con atto di ardentissimo desiderio; e mentre la leggeva vedevasi spesso cambiar di colore, e quando cadergli sul foglio una lacrima: arrivato poi all'ultime parole, dove la badessa il garriva della troppa sua durezza, esortandolo a perdonarle; e dove gli dipingeva l'orrore della desolazione, e la gioja celeste del vedersi fra' suoi, e del morire benedetto da tutti a modo dei patriarchi, ricadde sulla sedia, preso da una vera convulsione di pianto, e serrato il capo fra le palme, non faceva se non esclamare pietosamente: