E preso da subita paura, fece il segno al suo fante, che dormivagli nella stanza allato, il qual giunto:
— Cavalca, gli disse, senza metter tempo in mezzo, in Mugello; e torna tosto a dirmi che è della Bice mia.
E il fante, senza ripetere, ubbidì. Intanto il vecchio scese dal letto, non chiamando altri appresso di sè; e, vestitosi alla meglio, si sentiva in una estrema debolezza, per forma che, fattosi recare la solita bevanda cordiale, si pose sopra una gran sedia a bracciuoli, allato al suo tavolino, comandando che niuno il dovesse venire a turbare, se non fosse frate Marco, che egli aspettava da un momento all'altro; e continuò a vagar di pensiero in pensiero:
— Malata forse non sarà: frate Marco mi scrisse pur ier l'altro, nè mi accennava a verun malore; solo accertava non essere ammaliata. Ma ora che tarda questo benedetto frate Marco? Nol sa per avventura con che batticuore debbo star io? Già e' son frati.... tutti per se.... — O forse il sogno era un avvertimento datomi da messer Domeneddío che la mia Bice, continuando a star là sepolta, farebbe quel fine.... Ah no, Bice mia, no, ti voglio qui da me: lo vedi, povero vecchio! quanto sto doloroso della tua lontananza? Non posso più vivere senza di te.... — Ma ella vuol bene a Guglielmo più che a me! — Snaturata figliuola! Vuol vedermi morire disperato! Anche a maestro Dino pare stranamente impossibile questa snaturatezza.... — Ed anch'io non sono stato giovane? non amai perdutamente una fanciulla, contro la volontà e gli amorosi ricordi della mia buona madre? eppure anche lei amavo tenerissimamente quanto la donna del mio cuore: dunque l'uno amore non contrasta l'altro.... Ah! sì, sì, la Bice ama teneramente anche me.... — Ma quello straniero.... — Sì! e i fiorentini che cosa son eglino adesso? Un branco di pecore matte, dimentichi di sè, dell'onore della loro terra, tremanti al nome sol di Castruccio: gente, che piglia atti e modi di leone contro chi fugge, e si placa poi come un agnello a chi mostra i denti o la borsa; orgogliosi d'altra parte, e senza misura in nulla.... E questo ti avviene, o Firenze, per la gente nuova e per i subiti guadagni dei tuoi cittadini; perchè la tua cittadinanza è ora mista di villani rifatti, di barattieri, di ogni mala gente. Che genero potrei io trovare adesso in Firenze degno della mia casa, della mia Bice?.... — Ma perchè entrarci anche Cecco d'Ascoli in questa faccenda? E' non lo può fare se non per odio dei Cavalcanti.... dunque il danno e l'onta mia ci debbe essere.... No, no: mai....
E così continuò ad essere combattuto da varie volontà e da varj affetti per assai tempo, sempre per altro prevalendo l'affetto alla sua Bice, senza la quale oggimai non poteva più vivere; quando un fante venne a dirgli che frate Marco era giunto:
— Venga, venga tosto....
E come il frate era nell'anticamera, udite le parole di Geri, entrò subito. Geri si era rizzato da sedere per ire incontro al frate, e come prima lo vide:
— Che è della Bice mia?....
— N'è bene, messere.
— Ma quando la vedeste?