— Bice, Bice mia, torna all'amor di tuo padre.... Abbi compassione di me....

Il frate stava immoto dinanzi a Geri, senza dir parola, lasciando ch'e' desse ampio sfogo al suo affetto; e quando lo vide un poco calmato:

— Messere, gli disse, la Bice vostra è al par di voi desolata; vi ama teneramente, e spero ve lo debba avere scritto anche la badessa.

— Ed anche la badessa scusa l'amor della Bice per il cavaliere provenzale... Una santa donna sua pari!...

— Ma l'amore non è peccato, messere, quando è puro e gentile, e ordinato a onesto fine: e però io, e la badessa, ed ogni santa e veneranda persona, non solo può scusarlo, ma anche approvarlo e secondarlo.

— Ed anche la badessa parla d'invidia e di maltalento....

— E ne parla a ragione, messere; ed anch'io, ministro di quel Signore che è tutto bontà, tutto carità e tutto misericordia, vi dirò a viso aperto che il vostro presente dolorosissimo stato, e la sepoltura e la desolazione della povera vostra figliuola, sono il frutto dell'invidia e del maltalento, che si cela sotto l'aspetto di zelo amichevole. E colui che ha condotto voi e la vostra figliuola a questo stato di disperazione è maestro Dino del Garbo.

— Frate Marco, che dite voi?

— Dico la verità, e lo giuro — disse ponendosi la mano al cuore — per la mia qualità di sacerdote. Messer Guglielmo d'Artese, come prima fu tornato a Firenze, fece capo a maestro Dino, perchè lo ajutasse a condurre a buon fine l'amor suo con la Bice; e rifiutando egli, si volse per il fine medesimo a maestro Cecco d'Ascoli....

— Allo scomunicato — disse Geri, accendendosi in viso — all'eretico, al negromante, al nemico dei Cavalcanti, che non si vergognò di fare il mezzano per onta alla cosa nostra....