— Io ho parlato della mia Corte, e non di rumorosi sollazzi....

Ma accorgendosi che si scostava da quella benignità che voleva simulare; continuò con volto ridente:

— Oimè! maestro; parmi che un uomo del tuo senno e della tua sapienza, dovesse parlare con più certezza. Io so del bel pronostico che facesti rispetto al matrimonio di messer Guglielmo: dammi ora ad intendere come mai tu vedi le cose future, e nelle cose che ti sono presenti sei così incerto, che dici non so, parmi, o simili dubitazioni?

— Vedo nel futuro, madama, leggendo nelle stelle; ma del conoscere l'animo di madonna Bice d'Artese, le stelle non possono dirmi nulla.

— Come può essere codesto? Fa che l'intenda.

— Madama, è cosa questa di altissima speculazione e di ascosa sapienza, nè potrei senza troppo tediarvi farlo comprendere alla vostra signoría. Bastivi che parlino i fatti; e i fatti, voi e monsignor lo duca gli avete veduti spesso: e il pronostico della guerra, che voi stessa, madama, credeste fallito, e che vedeste poi così abbondantemente avverato, di tali fatti è il più solenne.

— Così ti avessi avuto presso di me quando mi nacque l'ultimo figliuolo! — disse qui la duchessa, fingendo rammarico di ciò, e fiducia nell'arte astrologica di Cecco — come io e monsignore lo duca saremmo stati certi per tempo del prossimo danno; e non ci saremmo trovati a doversi por giù delle liete speranze che avevamo prese di lui.

E ad un tratto, come se le venisse in mente cosa di grande importanza:

— Oh Dio! bel maestro; e nemmeno la mia dolcissima figliuola, il primo pegno di amore che io diedi or fa due anni a monsignor lo duca, quando tu non eri per anco venuto alla corte, neppure ad essa fu fatta la natività. Piacerebbeti egli, bel maestro, che io ne fossi contenta per opera tua?

— A me piace, madama, quello che piace alla signoría vostra.