— Ne è assai bene, madonna; se non quanto è stata sempre tristissima da quando voi ci lasciaste. Vi voleva tanto bene!
— Fa d'essere tosto da lei; non le dir così subito che siamo noi; ma solo che c'è un cavaliere ed una dama, che domandano di vederla; forse lo indovinerà....
E la portinaja corse tosto a far quello che la Bice dicevale. La badessa non era nella sua cella; ma, come soleva tutte le sere sul vespro, era scesa giù in chiesa a fare le sue usate preghiere, nelle quali mai non dimenticava la Bice e il suo cavaliere; ed appunto per loro pregava, e sentiva al cuore, pregando, una insolita consolazione, quando entrò a lei tutta affannata la portinaja:
— Madonna, è di là un cavaliere con una dama che domandano di poter vedervi e parlarvi.
A queste parole suor Anna balzò di sull'inginocchiatojo, esclamando:
— Son dessi; — e accennata a mala fatica una genuflessione all'altare, corse là con maggiore ansietà e con maggior fretta che la sua dignità non avrebbe comportato: e come vide proprio essere dessi, e come la Bice vide lei, l'una si avventò al collo dell'altra con baci e lacrime senza fine. Volta quindi la badessa a Guglielmo:
— Messere, gran mercè: ora muojo contenta.
— Madonna, soggiunse Guglielmo, non mescolate sì triste parola tra la celeste gioja presente. Il primo pensiero di me e della Bice, appena fummo sposati, fu quello di venir qua da voi; e il contento nostro del rivedervi, e dell'essere con voi, non è minore, credetelo, a quello dell'essere noi l'uno in possesso dell'altro.
— Vedi, mamma mia dolce — entrò qui la Bice — manca qui il nostro amoroso padre, che ardeva anch'egli del desiderio di esserci; ma, povero vecchio, e' non sarebbe potuto star tanto a cavallo!....
— E che n'è di messer Geri?