— Oh sì, donno Gianni era un buon prete: aveva anch'egli i suoi difetti (il solo Dio senza difetti), mi faceva alle volte un poco disperare; ma in fondo era una pasta di miele: e poi vederselo portar via a quel modo?

— O di che morte morì donno Gianni, chè alla badessa non ne domandai?

— Sentite! era là sul finire del giugno; e c'era un ricco mortorio laggiù alla chiesa di Sesto: era un caldo che non si respirava; e lui, scambio di scegliere delle prime messe per andar così a bruzzico, e' scelse delle ultime, facendo ragione di tornare a otta di desinare, che appunto quella mattina mi aveva comandato uno de' suoi più cari manicaretti. Che volete dire? tornò trafelato e con la lingua fuori come i cani: — Simona, un bicchier d'acquaDonno Gianni, vo' siete così accaldato, l'acqua vi ucciderebbeUn bicchier d'acqua fresca, ti dico — e io l'acqua fresca; che se la tirò giù con una brama che non vi so dire, e volle il secondo bicchiere — Oh! ora mi sento riavere: il desinare è all'ordine? — ed io misi in tavola di lì a pochi momenti. Mangiò e bevve con un appetito che non l'avevo mai visto; ed un fiasco di quel buon vino che lodaste tanto anche voi, sire cavaliere, e' se lo mise all'anima tutto da sè; chè ne aveva sin perso la erre. Arrivati alla sera — Simona, mi sento un certo non so che... — E poco appresso: — mi viene un ribrezzo come di febbre: è in assetto la camera? — e si avviò in camera per andare a letto. Non aveva messo il piede sulla soglia dell'uscio che gli cascò la gocciola, e rimase sul tiro...

E qui diede in un pianto dirotto.

— Su, via, monna Simona, — disse la badessa, che era venuta fuori mentre la Simona raccontava la morte del prete — mostrati quella valente femmina che sei; il cavaliere ha voluto vederti, ricordando la piacevolezza tua, e la tua valentía nel cucinare: fa dunque di non lo rattristar troppo; e se non ti grava, fa che oggi tu cuocia tu il desinare a lui, e alla sua gentile sposa.

La Simona, lusingata da queste parole, e dall'assentire del cavaliere e della Bice, riprese ben tosto il suo lieto umore.

— Oh Dio, madonna la badessa, io, una povera villana cuocere per sì nobili e gentili persone? — e poi volta alla Bice con garbatissimo inchino... — Madonna, voi siete la donna del bel cavaliere? Siete la più bella dama e la più gentile che abbia veduto a' miei giorni: messere Domeneddío vi dee avere assortito egli proprio con le sue mani; ed egli senza fallo vi prospererà sempre per lunghi e lunghi anni.

— Gran mercè, buona Simona, del vostro lieto augurio: vedo proprio che il mio Guglielmo aveva ragione a parlar così bene di voi, ed ho caro molto ch'egli vi abbia qui fatto venire.

Se la Simona si pavoneggiasse di queste dolci parole, e di tutte le altre dimostrazioni, non è da domandare; e fatti altri pochi ragionamenti di questa natura, la badessa, voltasi alla buona femmina:

— Su via, monna Simona, ora metti il cervello a partito per mostrarti anche a madonna Bice qui a S. Piero, quella valente cuoca che già ti mostrasti al suo messer Guglielmo laggiù a Settimello.