— Gismonda voi?
E la suora, prendendogli strettamente la mano, rispose tutta commossa:
— Sì.
E si gettò abbandonatamente sopra una sedia.
La Bice di queste ultime parole nulla comprese, perchè la storia della Gismonda non sapeva, e non sapeva che cosa pensare; nè di domandarne le parve opportuno; e però, vedendo il suo Guglielmo esserne restato muto e pensoso, ella si ingegnava di dire alla badessa quelle più amorevoli cose che sapeva, promettendole che a non lungo andare sarebbero tornati a rivederla, alle quali la povera suora non rispose se non queste parole:
— Allora io sarò morta....
E poi alzandosi, e facendo un grande sforzo:
— Andate, figliuoli, l'ora si fa tarda, ed il più stare è troppa commozione anche per me.... addio, mia diletta — disse baciando teneramente la Bice; e poi con atto risoluto, e quasi disperato, fattasi a Guglielmo:
— La madre, disse, può baciare il figliuolo — e datogli un ardentissimo bacio in bocca — addio, figliuolo mio dolce, ci rivedremo lassù.
E lasciatasi cader boccone attraverso al letto, non disse altre parole.