Ma raggiungiamo adesso gli sposi che da qualche tempo cavalcano per ritornare a Firenze.

Guglielmo e la Bice sul principio ch'e' si mossero, andarono un buon tratto di via innanzi alla Simona ed al fante, parlando, com'è naturale, del fatto della badessa, che alla Bice pareva, come veramente doveva parerle, stranissimo.

— Povera mia suor Anna! vedi come l'abbiamo lasciata!.... Ma ecco, Guglielmo, che vollero dire quelle ultime parole di lei: «Ricordatevi della Gismonda di messer Ramondo?» E poi quel bacio che ti ha dato, e che le hai renduto.... Ho visto, sai? E' m'è sembrato più che da madre; e quasi quasi....

— Saresti gelosa di suor Anna? — disse con dolce sorriso Guglielmo.

E la Bice con pari sorriso:

— Oh, no, mio dolce signore.... — e poi, riprendendo il primo ragionamento: — Su, via, Guglielmo, dimmi chi è quella Gismonda.

Il cavaliere combattè un pezzo per non palesare alla Bice il segreto di suor Anna; ma poi, vedendo che ella se ne addolorava, e che avrebbe potuto pensare a chi sa che cosa; e persuaso che alla fine non c'era nulla di male; raccontolle tutto il pietoso fatto dell'amore della badessa con messer Ramondo suo zio; e come l'aver ella conosciutolo per nipote del suo antico cavaliere, era stata cagione principalissima della loro presente felicità. La Bice si commosse teneramente, e ne amò di più la badessa, e si fece promettere da Guglielmo che ogni tanto sarebbero iti a rivederla.

Intanto i cavalcatori si erano avvicinati a Settimello, e la povera Simona, che fin lì si era mostrata tutta lieta e festosa col fante di messer Guglielmo, come vide il campanile della chiesa di Settimello, diede in un grande scoppio di pianto, dicendo che volea scavalcare, e fermarsi qualche momento. Il fante la predicava come ciò non si potea fare: Vuoi tu che messer Guglielmo sosti per te? e la Simona: Sì che sosta. E come questo sì e no era piuttosto animato, non potè fare che la Bice e Guglielmo, i quali avevano già rallentato il passo, non ne sentissero qualcosa; e però si soffermarono per sapere che fosse.

— Sire cavaliere — disse con le lacrime agli occhi la Simona — mirate là Settimello: vi è sepolto il buon sere: passar di qui senza visitarlo...

— Hai ragione, la interruppe Guglielmo; scavalcheremo tutti, e tutti pregheremo per l'anima di lui.