— Messer lo gonfaloniere, questa nobile terra è malata forte dentro di sè, e minacciata di peggio da' nemici di fuori. Bisogna provvedere.
— Valorosissimo signore, e per questo appunto il Comune di Firenze è ricorso alla vostra virtù e alla vostra potenza.
— Virtù e potenza! Ma queste sono poco efficaci là dove non sieno secondate, e non possano liberamente operare. La potenza di Castruccio è più grande che mai, dopo la dolorosa rotta dell'Altopascio; e la parte Ghibellina se ne è rialzata maravigliosamente; nè a combatterlo bastano le genti che abbiamo. Bisogna mandar tosto per le amistà, e raccogliere il meno 800 cavalli, e far senza indugio la cerna del contado.
— Monsignore, come può il Comune sopportare tanta spesa? Come si possono trapassare i patti...
— I patti? — esclamò il duca accerito, e stendendo la mano alla spada, che era sul tavolino, come per brandirla: — i patti sono che io provveda al buono stato di questa terra; ed io debbo volere, e voglio, tutte quelle cose che a ciò conducono più speditamente. Si ricordi la vostra magnificenza, che io son figliuolo di re, e signore di Firenze.
A queste superbe parole il gonfaloniere non ebbe cuor di rispondere. E il duca, più baldanzoso:
— Quando un Comune è ridotto a tali estremi, una volontà sola è necessario che governi il tutto; ed a voi Fiorentini, coi vostri modi di squittinj, con tanti ufficj così strani e diversi, in opera di guerra e di ricomporre lo stato, non è possibile far cosa che sia buona.
— Monsignore, disse timidamente il gonfaloniere, rompere gli ordini del Comune, questo non si può fare.
— Tutto si può fare, chi voglia. Ma io non vo' rompere ordini nè altro: bisogna solo che la somma del potere sia tutta in mia mano: bisogna che i priori si facciano a mia volontà; e simile ogni signoría, e ufficj, e guardia di castella, così in città, come in contado; che a mia volontà possa fare pace e guerra; rimettere sbanditi e ribelli, ed ogni altra cosa fare, che a me paja utile a quello perchè sono stato chiamato qua.
— Questo è molto, signore, e dubito forte se il Comune voglia farlo.