— Sciagurato! gli disse, non credere che la tua vendetta sia per essere allegra. Io, così legato in mezzo a questi berrovieri, mi sento più nobile e più degno di te. Io ti guardo in volto senza impallidire e senza arrossire; guarda tu me, se ti regge il cuore.
Dino stava veramente cogli occhi a terra, sopraffatto da questa inaspettata invettiva, e oppresso per avventura dal rimorso e dalla vergogna, nè gli bastò l'animo di alzarli in faccia al maestro; il quale con tono solenne e quasi di vaticinio:
— Domani sarò condotto all'orribile supplizio; ma nè tu, nè gli altri nemici miei che a questo mi avete condotto, non sarete lieti di un minimo lamento mio, nè di verun atto di fievolezza. La mia morte a me sarà gloria, a te vituperio nei secoli che verranno; e tu non penerai troppo a seguitarmi.
Maestro Dino era diventato bianco come un panno lavato, nè sentivasi più balía di rifiatare, non che di rispondere verbo, e non sapeva che cosa si fare o dove si andare. Molti di coloro che udirono le parole di Cecco, e sapevano veramente la invidia di maestro Dino essere stata principal cagione della presente sventura di lui, mossi da compassione per una parte e da sdegno per l'altra, dissero a Dino parole d'infamia e di villanía; e forse sarebbero iti anche più là, se i familiari dell'Inquisizione non lo avessero riparato nella chiesa di San Salvadore; e i berrovieri non avessero tosto rimesso in prigione il reo.
CAPITOLO LIV. LA SENTENZA.
Guglielmo e la Bice erano informati dalla Simona, che gliel avea detto frate Lucca, di tutto quello che alla giornata accadeva; e già sapevano che due giorni appresso maestro Cecco sarebbe stato arso; nè, per quanto si fosse argomentato in più e più modi di trovar via da sottrarlo a tanto orribile giudizio, vedeva proprio non essercene veruna, se non la forza aperta, alla quale non era da pensarci nemmeno; e se ne accorava pietosissimamente.
All'ultimo pensò:
— E se si levasse rumore nel tempo che è condotto al supplizio, e in quel subbuglio si potesse trarlo dalle mani della famiglia?
Ed avuto a sè un suo valletto, fidato più che la morte, conferì il tutto con esso, che gli promise di essere senza indugio a certi suoi amici pronti ad ogni sbaraglio, e ordinerebbe le cose in modo che si dovesse chiamarsene per contento.
La mattina di poi si radunò da capo il collegio dei maestri, e mandato per Cecco, appena giunse fu domandato se si voleva pentire; ma esso rispondendo con altero atto che alla sua scienza non fallirebbe mai, nè mai disdirebbe alla verità, il vicario dell'Inquisizione, con tutti i maestri teologi d'attorno, il quale era parato solennemente, e con luminari da lato, comandò che si leggessero i processi, e se pur durasse nella perfidia sua, si leggesse anche la sentenza.