Assettatosi il duca e la duchessa con tutta la corte nel luogo loro assegnato, cominciò senza indugio la cerimonia, che qui non è fuor di proposito il descrivere. Nel mezzo della piazza era stato rizzato un altare posticcio, dinanzi a cui sul faldistorio sedeva il legato del papa, parato di ammitto, stola, piviale violetto e mitra semplice, assistito da dodici preti con le pellicce, tutti, anche il legato, con candele accese in mano; e quivi pronunziò la scomunica contro Castruccio in questa forma:
«Perchè Castruccio degli Antelminelli, istigato dal diavolo, non dubita di perseguitare santa Chiesa e la parte guelfa, disertare i beni di lei, e violentemente opprimere i poverelli di Cristo; per questo, solleciti noi, che per la nostra pastoral negligenza non ruini quello, di che siamo tenuti a rendere stretto conto nel tremendo giudizio finale, secondo la terribile minaccia di Dio stesso, là dove dice: Se non denunzierai all'empio la sua empietà, ricercherò da te il sangue di lui; lo ammonimmo la prima, la seconda, la terza e la quarta fiata, per convincere la sua malizia, e richiamarlo all'emenda, alla satisfazione ed alla penitenza, con riprensioni paternamente amorevoli. Egli nondimeno, lo sciagurato!, dispregiando le salutari ammonizioni della chiesa di Dio, cui tanto offese, enfiato dallo spirito di superbia, è ritroso contro di lei. Ci informano pertanto i precetti divini e apostolici, come sono da trattare siffatti prevaricatori, posciachè il Signore dice: Se la tua mano o il tuo piede ti scandalizza; e tu lo taglia e lo getta via. E l'Apostolo dice: Cacciate il tristo di tra voi. E Giovanni, il discepolo prediletto di Cristo, ci vieta fino di salutare tal uomo nefario, dicendo: Nol ricevete in casa, nè gli dite buon giorno; perchè chi il saluta comunica con le sue triste opere.
«Adempiendo per tanto i precetti divini ed apostolici, questo membro putrefatto ed insanabile, che più non patisce medicina, amputiamolo col ferro della scomunica dal corpo della Chiesa, acciocchè da tanto pestifero morbo non siano contaminate le altre membra di esso. Laonde, perchè dispregia le ammonizioni nostre, e le spesse esortazioni; perchè, invitato tre volte all'emenda e alla penitenza, non si diè cura di venire; perchè non riconobbe il peccato suo, nè lo confessò, nè mise innanzi veruna scusa per suoi messi, nè chiese perdonanza; ma, indurandogli il cuore il diavolo, sta pertinace nella malizia sua, per ciò, per giudizio di Dio onnipotente, del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, e del beato Pietro principe degli apostoli, e di tutti i santi; come altresì per l'autorità della mediocrità nostra, e della nostra podestà di legare e di sciogliere in cielo ed in terra, concedutaci da Dio stesso; Castruccio Antelminelli separiamo dalla percezione del sacro corpo e sangue di nostro Signore, e dalla compagnia di tutti i cristiani, e lo discacciamo dalle porte della santa madre Chiesa, così in cielo come in terra, e lui decretiamo essere scomunicato ed anatemizzato; lo priviamo di ogni sua dignità, e che ogni uomo lui e sua gente possa offendere in avere e in persona senza peccato; e lo condanniamo al fuoco eterno col diavolo e con gli angeli suoi, finchè ritorni al cuor suo, e si liberi di esso diavolo, facendo penitenza, e satisfacendo alla Chiesa di Dio, di cui tanto fece strazio, dandolo in podestà di Satana fino alla morte del corpo, acciocchè lo spirito di lui si salvi al dì del giudizio.»
E qui tutti i preti risposero:
— Sì, sì, sì.
Dopo ciò il legato ed i preti gettarono a terra le candele accese che avevano in mano, e così finì il rito; che si ripetè con poco divario, per la qualità diversa della persona, contro il vescovo d'Arezzo, il qual fu privato dello spirituale e del temporale.
Il legato del papa, la solennità della cerimonia, il tono enfatico col quale fu letto l'atto di scomunica, il bisbigliare e l'applaudire della gente, nulla non fu udito dalla Bice, che gli occhi e il pensiero aveva sempre a Guglielmo; e poco più vide e udì Guglielmo per la cagione medesima.
La duchessa ben si accorse di tutto, e celando la gelosia, meditava vendetta.
Geri vedeva la Bice stare come smemorata, ed a tutt'altro badare che alla festa; e continuamente volger gli occhi verso la corte, nè sapea che pensare; se non quando gli balenò il dubbio di quel che era; e subito fatta alzare la Bice, la ricondusse a casa senza risponder verbo alle dolci parole che quella povera figliuola gli andava dicendo.
Mentre il legato leggeva enfaticamente il solenne atto di scomunica, accadde cosa che va qui ricordata, perchè si rannoda in gran maniera coll'ultimo sventurato fine di Cecco. Questi era nel mezzo alla piazza in un capannello di suoi discepoli, e quando il legato arrivò a quel punto dove si diceva che il papa privava Castruccio di ogni sua dignità, e dava balía a ogni uomo di offenderlo senza peccato, non potè fare ch'ei non mostrasse di ridersene, e non esclamasse con tanto o quanto scherno: