— Ben altro ci vuole a privar Castruccio che quattro parole d'un prete: sarebbe ben capace Castruccio di privare il papa di tutte le sue dignità.

E coloro che facevangli corona non poterono non ridere alle parole di lui. Vicino ad essi per altro stava un frate minore, che udì bene quelle parole; e come colui che ben conosceva Cecco, gli disse, acceso di santo zelo:

— Maestro, codeste sono parole da eretici; chè ponete in dubbio la efficacia delle scomunicazioni papali.

— Eh, messer lo frate, non pongo nulla in dubbio io; il fatto parla da sè. Credete voi che, pronunciate con tanta solennità quelle parole, Castruccio abbia perduta ogni sua dignità? Credete che sia cosa agevole a chicchessía il potere offenderlo in avere e in persona? Provatevi un po' voi, messere, ad andare ad offenderlo; e vedrete a che giovano le parole di quella scomunica.

Il frate, che non era gran loico, non seppe che rispondere agli argomenti di Cecco; e però si stizzì maggiormente contro di lui, e tutto iroso gli disse:

— Cane paterino! codeste parole sono degne del tuo impuro labbro. Tu, condannato per eretico: tu, che dopo aver giurato di non insegnar la tua falsa scienza, porti in trionfo lo spergiuro insegnandola qui pubblicamente, tu devi parlar del papa come ne parli. Ma la mano di Dio non è abbreviata su gli empj; e proverai alla fine che cosa vuol dire il provocar l'ira sua. Va, maledetto: e ricordati che il riso degli empj è di breve durata.

E con atto di disprezzo e di abominazione si allontanò.

Cecco avrebbe risposto come si meritava a quella bestia di frate; ma cane scottato dall'acqua calda ha paura della fredda; e però si ritenne, perchè, essendo stato una volta nelle ugne dell'Inquisizione, e scampatone come per miracolo, non voleva trovarcisi la seconda.

Quel tafferuglio per altro aveva fatto nascere un certo tal movimento fra la gente d'attorno, e aveva dato nell'occhio al duca ed alla duchessa, che tosto mandarono a sapere che cosa fosse; nè poterono fare che non biasimassero acerbamente Cecco, a cui il duca volea farne duro rimprovero: se non che la duchessa si interpose, dicendo che ella stessa nel voleva rampognare, avendone pure un'altra cagione.

Mentre che queste cose si facevano in piazza S. Croce, eccoti levarsi voce in Firenze, che fosse fallita la compagnía degli Scali e Filipetri; la voce si fece ben presto certezza; e corsane la novella fra il popolo adunato a vedere la cerimonia della scomunica, distrasse da ogni altra cosa le menti di tutti, e ciascuno se ne commosse come di pubblica calamità.