La detta compagnía era durata, secondochè dice il Villani, più di centoventi anni, e trovossi a dare fra cittadini e forestieri più di quattrocento migliaia di fiorini d'oro; e fu a' fiorentini maggiore sconfitta, senza danno di persone, di quella dell'Altopascio, perciocchè chi aveva denari in Firenze perdè con loro; e molte altre buone compagníe, per il fallimento di quella furono sospette, con gran danno della città, la quale se ne sgomentò non poco. Uno di coloro che rimasero più danneggiati da questo avvenimento fu Geri Cavalcanti padre della Bice, che molta parte del suo avere, anzi la parte maggiore, avea in quella ragione; per modo che in tal giorno, tra per il fondato sospetto che Guglielmo doveva essere tornato a Firenze, e per questa sventura, fu il più disperato e deserto uomo del mondo, e nessuno poteva accostarsegli. La povera Bice, addolorata già molto dell'essere stata così bruscamente condotta via di piazza S. Croce, è facile a pensare come il dolor l'opprimesse alla novella della così grande sciagura del fallimento. Sapeva che suo padre caramente l'amava, e che essa, unica figliuola, doveva essere anco l'unica consolazione in tanta angoscia di lui, ma, benchè non uscissegli mai d'attorno, non si attentava per altro a profferire parola, avendolo veduto già così sdegnato contro di sè nel venir via da S. Croce, prima ancora che sapesse la cosa degli Scali; e mostrandosi, ora che lo sapeva, così acerbo e salvatico con tutti coloro che gli venivano dinanzi. Pure alla fine si fece animo:

— Mio dolce padre, ma tu stai male... — e non ebbe cuor di dir altro.

Geri stava seduto dinanzi a una tavola, col capo appoggiato sul palmo della mano, e con gli occhi socchiusi; nè ripose nulla alle timide parole della figliuola.

— Dunque non mi vuoi più bene... — riprese la Bice dolorosissima, e inginocchiandosegli dinanzi.

A questo amoroso rimprovero Geri, che l'amava più de' suoi occhi, sentì vincer la sua durezza, e rispose:

— Ah! non ti voglio più bene! Tu mi vuoi bene tu, che mi lasceresti qui solo, senza chi mi chiuda gli occhi alla mia morte, per andar dietro ad uno straniero, ad uno degli oppressori della libertà fiorentina!

— Babbo mio.... Guglielmo è buono....

— Dunque ho ben indovinato — disse Geri, alzandosi tutto in furia — Egli è da capo in Firenze; e per lui tu eri così smemorata là in piazza S. Croce. Sciagurata! così ami tuo padre? Amareggiandogli gli ultimi giorni della vita, e mostrandoti disubbidiente e ritrosa alla sua volontà! Povero vecchio! eccomi qui, oppresso dalla sventura, ridotto ora quasi alla miseria, con questa figliuola, che dovrebbe essere la mia consolazione e conforto, e che invece la sventura mi accresce a mille e mille doppj...

E chiudendosi il volto tra le palme, e scotendo desolatamente le testa, fremeva e piangeva ad un tempo.

La povera Bice, atterrita dalle dure parole del padre, e pietosissima dell'angoscia di lui, piangeva anch'essa amaramente, e chiedeva perdono.