E come in questo tempo era tornato il famigliare col lattovaro, lo porse tosto a messer Geri, il quale in brevissimo spazio si sentì tutto riconfortato.
Allora maestro Dino, studiandosi di temperar sempre più l'effetto che potessero aver fatto sull'animo, e per conseguenza sulla sanità di Geri, le sue parole, lo esortò da capo a non alterarsi più in questo modo; gli diè a vedere come cosa certissima la prossima vendetta della sua onta, ed il ritorno di Firenze nella sua libertà; nè si partì da lui prima che lo vedesse più quieto e men tristo.
E la povera Bice? la povera Bice struggevasi in pianto; nè bastarono a consolarla le amorevoli cure e le dolci parole della sua buona cameriera. Il disubbidire al suo caro babbo, e il vedernelo sdegnato, era dolor sì cocente a quel cuore, che non potea comportarlo; e lasciar di amare il suo Guglielmo, questo, non che le fosse possibile, ma non poteva nemmeno pensarlo. Che fare? Vinta dall'angoscia, si coricò; nè potendo in modo veruno prender sonno, le passarono per la mente mille e mille partiti da rendersi benigno suo padre senza abbandonare Guglielmo; ma niuno ne vedea riuscire a cosa che buona fosse. All'ultimo la sua mente, stanca di passare per tante ore di pensiero in pensiero, cominciò ad essere vinta dalla fantasía, che le dipingeva un modo efficace al suo desiderio, ma vago e indeterminato; poi le si rappresentava il suo buon padre sorridere tutto benigno a lei ed a Guglielmo, e benedire la loro unione; e con questi dolci fantasmi, vinta dalla stanchezza, si addormentò in tale amoroso pensiero. Povera creatura! preghiamole lungo questo dolce sonno; ed intanto ritorniamo in palagio.
CAPITOLO XI. LA GELOSIA.
La duchessa, da quel momento che scoprì l'amore di Guglielmo per la Bice, non cessava mai di spiare ogni andamento di lui, e per questo effetto misegli a' panni un suo fidato familiare, che nol perdeva mai d'occhio, e che riferivale punto per punto ogni atto e detto di lui; nè Guglielmo si accorse mai di avere questo osservatore de' suoi fatti, tanto accortamente faceva egli il suo ufficio. Solo quella sera che parlò con la Bice, all'uscire del giardino, gli parve di vedere uno rincantucciato là da un uscio, e ne prese qualche ombra; ma non ci si fermò tanto o quanto, nè più poi pensò a nulla. La duchessa sapeva per conseguenza, non solo il colloquio de' due amanti, ma sapeva altresì che Cecco ne aveva lastricata la via a Guglielmo; e però, quando sulla Piazza di S. Croce il duca volea rampognare l'Ascolano per le parole dette a conto della scomunica, ella s'interpose dicendo che lo avrebbe garrito lei, avendone altra cagione. E difatto il giorno di poi fe' significare a Cecco che tosto le comparisse davanti; il quale venuto, senza tanti preamboli, accigliatamente uscì in queste parole:
— Valente scienziato che tu se', quando la scienza ti condusse a fare il mezzano d'amori! Dimmi, non avevi promesso a me che ti ingegneresti di frastornare l'amor di Guglielmo con quella tale de' Cavalcanti?
Cecco si turbò forte in cuor suo di tali parole; ma, come colui a cui non mancavano mai ripieghi, senza mostrar nulla di fuori, rispose:
— Mia signora, lo promisi, è vero; ed è vero che io additai al cavaliere come potesse vedere la sua donna: ma l'una cosa non è all'altra contraria.
— Ti faresti tu scherno di me? disse con signorile atto la duchessa.
— No, madama: l'effetto sarà quale voi desiderate. Procedendo così, io attengo la promessa fatta alla vostra signorìa, e vendico me. Sappiate, madama, che maestro Dino del Garbo è mio fierissimo nemico, e mio nemico è parimenti il padre della donna amata da Guglielmo. Ora questo Dino si era proferto a Guglielmo di rendergli benigno il padre di essa, che è fieramente avverso a questo amore; ed io, trovando modo di fare che Guglielmo vegga la Bice nel suo giardino, ho in qualche maniera fatto onta al padre di lei, mio nemico; ed ho chiuso la via a Dino di poterlo abbonire. E la cosa è a termine, e la furia di messer Geri Cavalcanti contro la figliuola è così ardente, che io penso di non aver mai servito sì efficacemente verun signore, quanto ho servito voi, madama, in questa bisogna. Resta solo che per la parte vostra operiate sull'animo del vostro Guglielmo.