— Ah ah! disse ridendo beffardamente: l'antico valore! Voi italiani avete sempre in bocca l'antico valore; ma codeste le son novelle: è necessario il valore presente. Roma signoreggiò a tutto il mondo: guardatela ora, se non è una pietà e una derisione: abbandonata dal papa, che se ne è venuto a stare a casa nostra, per fastidio di queste contrade, ricorda sempre anche essa l'antica grandezza, e si è ridotta quasi un deserto, lacerata anch'essa dalle parti, il ludibrio delle nazioni.
— Il valore presente mi pare che a voi altri francesi, o provenzali che siate, mi pare che gli italiani ve lo abbian fatto sentire a buono anche ne' presenti tempi; e dovreste ricordare il muora muora di Palermo, e quella città che fe' di voialtri sanguinoso mucchio. A te che pizzichi un po' di poeta, e che i poeti nostri ti sento spesso rammentare, basterà il dirti così, senza farti una lunga storia di questi due fatti.
— I fatti di Palermo e di Forlì sono prove appunto del presente valore di voialtri italiani, che sta nell'assassinio e nel tradimento.
Il tedesco alzò il capo a queste parole, e volto al francese:
— Oh, compagnone, no no, non dire: questo è troppo. Ricordiamoci almeno che il signore contro cui combattiamo è italiano, e che ci fa sudar molto, e che molte volte ci ha veduto fuggire; e se sono vere le novelle venute testè giù dal piano, anche sotto Pistoja Castruccio ha volto in fuga la gente del duca.
Il fiorentino per altro, che aveva perduto affatto la pazienza, disse quasi furente:
— Che il tradimento e l'assassinio sia l'unico valore presente, tu ne menti per la gola, vil paltoniere: voi francesi per contrario, il vostro valore sta nell'insolenza e nel dispregio di ogni altra nazione; e se tu non istessi ritto a cotesta maniera per la scommessa, e se tu non mi paressi più una femminuccia che un soldato, ti farei veder io che cosa ci vorrebbe a ricacciarti in gola codeste villane e vituperose parole.
Qui il francese si alzò tutto acceso d'ira e mise mano alla spada: il fiorentino non fu men lesto, e lo assalì con tanta furia e maestría che in un batter d'occhio gli ebbe fatto schizzar la spada dal pugno. Il fiorentino tutto contento di ciò, andò a ricòrre la spada, e con atto amichevole e con umane parole:
— Te', bel compagno, gli disse: era mio debito il mostrarti che un fiorentino vale un provenzale; ora son contento, e spero che torneremo amici.
Ed in questo gli offerse un gotta di vino. Ma il provenzale, vinto dalla stizza e dalla vergogna, rifiutò con atto dispettoso, e si mosse per andarsene; se non che il tedesco, fermatolo: