— La dolce mia madre, che fu della casa di Angiò, mi lasciò dolente della sua morte dieci anni sono; mio padre vive in verde vecchiezza, ed ebbe già onorato luogo alla corte di re Carlo, e l'ha ora onoratissimo alla corte del gran re Roberto.
A queste parole la povera religiosa sentì come passarsi il cuore da un coltello, pensando tra sè — Alla corte di Roberto? Ramondo forse....; e domandò quasi balbettando:
— Il nome e l'ufficio di lui?
— Sire Gilberto, gran siniscalco.
All'udir questo nome la badessa riprese un poco di cuore; ma non sapeva che via tenere per fare altre domande, che la conducessero a sapere, senza dar verun indizio, che cosa fosse stato di Ramondo; e se fosse stretto parente o consorto del cavaliere. Sere Gianni ben si accorse di ogni cosa; e ben indovinava il desiderio di lei, a certe occhiate che essa gli dava; onde entrò egli in ragionamento col cavaliere, per vedere se riuscisse a qualche cosa; ma a nulla di certo lo potè trarre; sicchè la povera suora, perduta quasi ogni speranza, conchiuse il colloquio così:
— Cavaliere, pregio altamente e il lignaggio e la cortesía, e il gentile animo vostro; farò appresso messer Geri ogni mia opera in vostro servigio.
— Madonna — riprese timidamente il cavaliere — daretemi voi commiato, senza che io possa vedere la donna del mio cuore?
— Parvi cortesía — disse con dignitosa gravità la badessa — il fare a me codesta domanda?
Guglielmo vedeva bene che la badessa aveva ragione: a lei aveva messer Geri affidata la Bice, ed ella avrebbe fatta villanía a consentire che la vedesse e ci parlasse col suo beneplacito; e però, sentendosi rimproverare di scortesía, rispose:
— Perdonatemi: l'amore mi ha sopraffatto, e però feci tal domanda: ma il vostro rifiuto, benchè giusto, mi ucciderà. Esserle così presso, sotto un tetto medesimo; dopo tanto tempo; dopo i pericoli della guerra; dopo la speranza già concepita di rivedere quel caro volto, di riudire quell'angelica voce; e dovere abbandonare questo luogo senza vederla! Sì, madonna, io ne morrò di dolore, come fece messer Ramondo mio zio.