Fabrizio—(Da sè) (Già, compreso le ventimila lire che s'è intascato lui!) Eh già, già, intendo! le spese son mai tante!... (seguitando a firmare) Sussidio alla maestra elementare... Ma questa maestrína ha di gran sussidj. Non dico che non sarà brava, ma l'è anche bellína. (Guarda il Segretario sorridendo).
Segretario—Oh! Signor Sindaco, lei vuole scherzare al suo solito. Creda, la maestra lo merita, e non c'è ombra di secondi fini.
Fabrizio—Eh diavolo! (Seguita a firmare) Ecco fatto. C'è altro?
Segretario—Per oggi no.
Fabrizio—Dunque a rivederla. Se per caso ci fosse qualche cosa di nuovo, e se fosse necessaria la mia presenza, mi avvisi. Non voglio per nessuna cagione mancare al mio dovere.
Segretario—Sarà servita. (Fa riverenza e parte).
Scena Nona.
Fabrizio solo.
Fabrizio—Questo segretario mi comincia a piacer poco... Qualche anno addietro, era un miserabile che non aveva scarpe in piedi... e ora, ville, poderi, e voglie venite, i quattrin ci sono. Ma di dove gli leva?
Scena Decima.