Giulia—Eh! diavolo!...

Laura—Ma se è vero!... Eppoi, bel cosíno!

Leone—Squisitissima limonata! e queste paste sono una vera delizia. Dunque (vòlto al Sindaco) domani comincieremo la visita delle scuole, e spero di trovarle tali da fare onore a lei, signor Sindaco, e qui al signor Direttore. Ed a maestri come si sta?

Direttore—Bene, bene davvero, signor Cavaliere. E se le piacerà di tastarne qualcheduno, la si accerterà di quel che le dico.

Rodolfo—(tra sè) Potrebbe essere che la mula si rivoltasse al medico, e i maestri tastassero lui.

Elvira—(alla Giulia) Signora Giulia, cerchi di trovar modo a quel che le dicevo. Guardi, appunto viene verso di noi. (Leone si accosta).

Leone—So che la signora è donna molto istruita, e che favorisce molto le cose dell'istruzione. Ed io gliene faccio i miei complimenti. «Donne... Da voi gran cose la patria aspetta.»

Rodolfo—(da sè) Eccolo intorno alle donne!

Giulia—Oh! signor Cavaliere, io non la pretendo a donna letterata; desidero che il popolo si istruisca; amo i buoni maestri e le buone maestre come la nostra signora Elvira, che io anzi ardisco raccomandarle carissimamente, perchè lo merita.

Elvira—Tutta bontà della signora Giulia.