Leone—Eccomi qua. Che cosa posso fare per contentare la signora Giulia così compíta, e una signorína tanto amabile?

Elvira—Son vedova, Sig. Cavaliere.

Leone—La sua venustà, la sua giovinezza, la sua freschezza, mi dicevano ch'ella fosse fanciulla. (Da sè) Vedova? Boccon da ghiotti... E lo ha detto in certo modo... (La guarda lascivamente) Quando vengo alla visita della sua scuola, che farò la prima, mi esporrà il suo desiderio, ed io farò tutto per lei.

Rodolfo—Ma ecco, amici carissimi, non si potrebbe andare un poco giù nel giardino, chè sotto quel pergolato c'è un frescolíno di paradiso, e far lì l'ora del desinare?

Fabrizio—Bravo Rodolfo! benissimo pensato. Andiamo. Ella, signor Direttore, rimarrà qui da noi.

Direttore—Con tutto il piacere.

Fabrizio—Ed anche la signora Elvira.

Elvira—Mi duole di non poter accettare un onore così segnalato...

Giulia—Senza complimenti: ma se poi non può veramente, faccia pure il piacer suo.

Elvira—Proprio non posso: grazie.