Scena Seconda.

Giulia e detto. Giulia—Fabrizio, cerca di sbrigarti. Abbiam finito di prendere il caffè, e vogliamo passare in sala.

Fabrizio—O che non potete andare senza di me? Io ho qualche cosuccia da fare.—Ehi, dimmi un po': séguita a andar bene tra l'Ispettore e il Direttore?

Giulia—Pajono amiconi da cent'anni. Un po' l'arte sopraffina del Direttore; un po' i fumi del buon vino; quel caro cavaliere parla con una effusione di cuore che innamora. Ha dimenticato la scenata della scuola; e ha ripreso, a quanto pare, il disegno fatto circa alla Laura...

Fabrizio—Disegno circa alla Laura? Che disegno?

Giulia—Non ne sai nulla? Credevo che Rodolfo te n'avesse parlato.

Fabrizio—No... Io so solamente di una certa proposta insolente che l'Ispettore fece alla signora Elvira.

Giulia—Ma il sor Ispettore non si ferma a una sola. Prima che con la Elvira, si era aperto amorosamente con la Laura, ed era venuto alle strette; e vuole a tutti i patti che stasera lo riceva da solo a solo...

Fabrizio—Non mi canzoni! O come lo sai?