Scena Quarta.
Sala di conversazione. Varj convitati che giuocano, chi a scacchi, chi a calabresella, i quali ogni tanto fanno qualche parola riguardante il loro giuoco. A un tavolino sul davanti Leone e il Direttore, che giuocano a dama.
Direttore—Signor Cavaliere, le buffo questa dama; doveva mangiarmi la pedina.
Leone—Ecco le solite distrazioni!
Direttore—Che vuole, lei ha altri pensieri che il giuoco della dama...
Leone—Pur troppo la dice bene... E anche stamattina nella sua scuola... tutte distrazioni, sa?...
Direttore—Lo vedeva bene, io; e me ne profittai per vendicarmi un poco... ha capito?... Che vuole? mi perdoni?...
Leone—Anzi mi perdoni lei... Sa: non sapevo... Del resto... (si alza). Ma questo giuoco sarà bene smetterlo, eh?
Direttore—Smettiamo. Io credeva di far piacere a lei...
Leone—Grazie tante... La senta, signor Direttore: io ho pubblicato un ultimo mio lavoretto... Non sarà gran cosa... ma è fatto con amore... Gliene manderò una copia.