Scena Sesta.

Un Servitore e poi Elvira.

Servitore—La signora maestra Elvira.

Giulia—Passi súbito (le va incontro). Brava signora Elvira: ci ha fatto proprio un favore.

Elvira—Sarebbe stata villanía il rifiutare sì cortese invito.

Leone (Vedendo l'Elvira, si trova impicciato).

Rodolfo—Signor Leone, stasera ci vorrebbe un poco di quel saporito brio, col quale ella condiva già le più nobili conversazioni.

Leone—Eh, caro Commendatore, lei, che delle più nobili conversazioni è stato sempre il più bell'ornamento, dubito che voglia prendersi giuoco di me, povero letteratuccio... ma pure, la guardi, stasera mi sento in vena, e chi sa... Prima però bisogna che le mi concedano una mezz'oretta di tempo per isbrigare alcuni affari di ufizio; e poi tornerò qui, e mi studierò di ringiovanire.

Fabrizio—Si serva pure: ella sa dov'è tutto l'occorrente per iscrivere.

Rodolfo—(alla Giulia). Ci siamo: il topo si avvía verso la tráppola. Attenti.