Rodolfo, Leone e detti.
Rodolfo—Oh! siamo arrivati troppo tardi!
Leone—Abbiamo sentito, avvicinandoci, un concento di paradiso...
Rodolfo—(sotto voce) Bravo! così.
Fabrizio—Era la mano maestra della signora Elvira.
Leone—(avvicinandosi alla Elvira) Le faccio, signora Elvira, i miei complimenti; e mi duole di non essermi potuto beare nelle sue celesti armoníe.
Elvira—Tutta bontà sua. L'approvazione de' suoi pari è il più bel premio che io possa sperare dalla mia buona volontà.
Rodolfo—(da sè) Senti come la sa lunga! E quel baccello si beve la sopraffina canzonatura come un delizioso liquore!
(Viene il thè: la Giulia lo prepara, e poi l'offre a questo ed a quello. Gl'invitati siedono senza ordine e senza precedenza).
Fabrizio—Dunque, signor Cavaliere, com'è contento di questa città e di queste nostre scuole?