Alcuni mesi da poi accadde parimente la morte di Radelchisio; nè mancarono i Beneventani di ergergli un superbo tumulo, ove in molti versi celebrarono le sue virtù. Il medesimo fecero a Caretruda sua moglie, dalla quale Radelchisio ebbe dodici figliuoli: Radelgario fu in suo luogo al Principato eletto, che lo resse pochi anni, e morì nell'anno 854, e i Beneventani gli eressero pure un gran tumulo[500]: Ajone[501] altro suo figliuolo fu Vescovo di Benevento; Adelghiso, morto suo fratello, fu il suo successore: gli altri furon Conti e valorosi Capitani.
Ma ecco intanto che nell'anno 852 i Saraceni, che in Bari fermarono la lor sede, inondando la Puglia e la Calabria, s'avanzarono insino a Salerno e Benevento, nè per reprimere tanto impeto bastavano le forze di Radelgario e di Sicone. Bisognò che di nuovo si ricorresse a Lodovico, e perciò furono destinati i due celebri Abati Bassacio di S. Benedetto, e Giacopo di S. Vincenzo, i quali avendo esposto a Lodovico le crudeli stragi, che i Saraceni sopra i Beneventani facevano, lo pregarono che tosto venisse per discacciargli, offerendosi all'incontro i Beneventani di dichiararsi suoi fedelissimi servi, e di dargli autorità di soggettargli anche a qualunque infimo de' suoi[502]. Lodovico tosto venne in Italia, e verso Bari incamminossi; ma i Capuani e' Salernitani, scordatisi delle promesse, avendo sottratto ogni lor ajuto necessario per agevolar l'impresa contro i Saraceni, s'erano nascosi: del che fortemente sdegnato Lodovico, essendosi accorto della loro infedeltà, gli trattò aspramente; e vedendo, che Sicone per la tenera sua età era inetto al Governo, commettendo il Principato di Salerno sotto il Governo d'Ademaro, valoroso ed illustre Capitano, figliuolo di Pietro sopraddetto[503], egli tornossene in Francia, seco conducendo Sicone ancor infante.
Ecco come i nostri Principi longobardi cominciarono a sentire il giogo gravoso della altrui dominazione, che arrivò insino a disporre de' loro Stati e trasportargli da una in altra famiglia; poichè Ademaro non molto tempo da poi, nell'anno 856, morto Sicone, cominciò ad usurparsi assolutamente il Principato, che lo tenne per sei anni ancorchè non finiti, insino all'anno 871, quando a persuasione di Landone Conte, e di Landulfo Vescovo di Capua, fu imprigionato da Guaiferio, che gli succede, figliuolo di Dauferio il Balbo, e da poi nell'anno 866, ritornato l'Imperador Lodovico II nella cistiberina Italia, gli furono cacciati gli occhi[504].
§. II. Origine del Principato di Capua.
Peggiori furono i mali che seguirono, per essersi Capua staccata dal Principato di Salerno, poichè Landulfo Castaldo di Capua, non più al Principe di Salerno, a cui era il suo Castaldato sottoposto, secondo la divisione fatta con Radalchisio, volle ubbidire, ma resosi Signore di quello, d'un Principato vennesi a farne tre, quello di Benevento, l'altro di Salerno ed il terzo di Capua; e se bene Landulfo non volle assumere il titolo di Principe, ma di Conte, onde da lui cominciò la serie de' Conti di Capua; nulladimeno reggeva il suo Contado con assoluto arbitrio; ed essendo morto egli nell'anno 852, Landone suo figliuolo che gli succedè, resse anche il Contado tredici anni e nove mesi con assoluto ed independente Imperio. Costui dall'antica Capua, chiamata anche Sicopoli, trasportò gli abitatori nella nuova, ch'eresse nell'anno 836 presso il ponte Casilino, tre miglia distante dall'antica; ed è quella che ora munita con forti torri e muri, è riputata il più valido propugnacolo del Regno.
L'altro Landone suo figliuolo, terzo Conte di Capua, resse il Contado non men dell'avo e del padre con independenza da' Principi di Salerno, ed in cotal guisa nell'avvenire per lunga serie di Conti amministrandosi questo Contado con assoluto arbitrio, rimase distaccato da' due Principati di Benevento e di Salerno. Anzi si legge[505], che Landulfo nell'ultimo giorno di sua vita, mentr'era per spirare, chiamò a se i suoi figliuoli, e lasciogli questo precetto, che avessero proccurato sempre di nudrir discordie e risse tra il Principe di Benevento e quello di Salerno, perchè, altrimente facendo, essi non potevan sperar che lungamente potessero conservarsi lo Stato da lui sopra le spoglie di questi due Principati acquistato, se fra questi Principi fosse stata pace e concordia. In fatti i figliuoli osservarono diligentemente il precetto paterno, con tutto che contrario fosse a quello che Cristo diede a' suoi Discepoli; poichè morto che fu, scossero, come s'è detto, affatto il giogo, ed in niun modo vollero più ubbidir a Siconolfo Principe di Salerno, e sopra tutti Landonulfo, uno de' figliuoli suddetti, gli fu sempre contrario ed ingrato; e questo precetto non solamente essi l'osservarono, ma lo tramandarono nella loro posterità, come un perpetuo fedecommesso, lasciandolo per retaggio a' loro successori[506].
Così diviso il Principato di Benevento, fu nuova politia introdotta, e nuovi disordini incominciarono a confondere e porre sossopra queste nostre province, perchè tra questi Principi cominciando le gare e l'inimicizie, sovente si videro ardere di guerra, e contro di essi convertendo le loro armi, diedero a' Franzesi nuove occasioni di spessi ritorni, ed a' Saraceni di combattergli e di farsi più potenti in que' luoghi, che essi avevano occupati. Nè finirono qui i disordini, imperocchè i Napoletani approfittandosi di queste divisioni, e resi perciò più restii a pagar a' Beneventani il tributo, perchè sovente soccorsi da' Principi rivali, si resero più animosi, e continuarono per ciò fra di loro più irreconciliabili e crudeli le ostilità.
Peggiore fu la politia che tratto tratto s'introdusse in appresso, perchè se bene prima il Principato di Benevento era distinto in più Contadi e Castaldati, ciascuno però si governava coll'istesso spirito, e da un sol Principe dipendevano; ma dopo i Principi di Benevento, quei di Salerno, e sopra tutto i Conti di Capua, fra i loro figliuoli divisero i Castaldati e' Contadi, onde d'ogni Principato si fecero più Contadi, ed i Conti, ancorchè sottoposti, cominciarono a governare per se stessi; onde si videro in tante guise moltiplicati i Feudi nel nostro Regno. Così Landulfo, Conte insieme e Vescovo di Capua, divise il Contado di Capua con tanta imprudenza tra i figliuoli di tre suoi fratelli, che in ogni tempo infra di loro insorsero risse e guerre inestinguibili[507].
§. III. Spedizione dell'Imperador Lodovico contra i Saraceni: e sua prigionia in Benevento.
Di tanti sconcerti ben se ne profittarono i Saraceni, che da Bari spesso inondando la provincia di Benevento, ed a sangue e fuoco tutto mettendo, obbligarono i Beneventani a ricorrere a' Franzesi. Anzi mal potendosi difendere colle proprie forze e con quelle de' Franzesi, ricorsero ancora ad altri aiuti; poichè Majelpoto Castaldo di Telese, e Guandelperto Castaldo di Bojano con sommissione e preghiere si ridussero a ricorrere sino a Lamberto Duca di Spoleti per reprimere le forze de' Saraceni, i quali pure non ostante tutti questi aiuti posero sossopra i loro Castaldati e gli sconfissero.