Fu pertanto bisogno a' Beneventani e a' Capuani ricorrere di nuovo all'Imperador Lodovico, il quale tosto calando per Sora in Benevento, fu incontrato dagli Ambasciadori di molte città, implorando il suo aiuto. Venne anche ad incontrarlo Landulfo Vescovo insieme e Conte di Capua, che al fratello Landone III Conte di Capua era succeduto, co' suoi nepoti. Fu ricevuto da Guaiferio, che ad Ademaro succedè in Salerno; e finalmente da Adelghiso in Benevento.
Così Lodovico resosi in quest'anno 867 potente per le proprie forze e per quelle de' nostri Principi longobardi, verso Bari indirizzando il suo esercito; sconfisse i Saraceni, imprigionò Seodam loro Re, espugnò Bari, che fu restituita al Principe di Benevento, prese Matera, presidiò Canosa, e portò le vincitrici sue armi fino a Taranto, ove i Saraceni s'erano fortificati, cingendo questa città di stretto assedio; indi pien di gloria e tutto trionfante a Benevento fece ritorno. E spinto dal corso di sua fortuna pretese ancora sopra gli Amalfitani e sopra il Ducato istesso di Napoli esercitare la sua Sovranità, prendendo la protezione, e prestando aiuti ora agli uni, ora agli altri: di che offeso a dovere Basilio il Macedone Imperador d'Oriente, a cui il Ducato napoletano e gli Amalfitani ubbidivano, si dolse acremente di Lodovico, querelandosi de' suoi modi imperiosi, che praticava sopra que' Popoli, quasi che volesse soggettargli al suo Imperio. Lodovico, a cui non conveniva nelle presenti congiunture attaccar nuove brighe co' Greci, per sedare l'animo di Basilio, scrissegli una ufficiosa lettera, nella quale protestava, ch'egli niente era per imprendere sopra il Ducato napoletano appartenente all'Imperio greco, e che unicamente per soccorrere gli oppressi erasi intrigato in quegli affari.
Ma mentre Lodovico dimorava in Benevento, accaddegli un incontro non altre volte inteso nelle persone degl'Imperadori d'Occidente. I Franzesi resi boriosi per la fortuna presente, nè sapendo reprimere l'impeto di quella, malmenavano i Beneventani, trattandogli con alterigia e pur troppo crudelmente: ciò che mal potendo sofferire, scossero finalmente Adelghiso lor Principe a pensare di torsi l'indegno giogo; ed avendo Lodovico dentro la loro città, presero risoluzione d'arrestarlo e farlo prigione. Altri rapportano, che Adelghiso fu a ciò mosso non tanto per gli stimoli de' suoi Beneventani, quanto per gl'impulsi che gli venivan dati dall'Imperador Basilio, a cui niente piacevano i tanti progressi di Lodovico, del quale mostravasi per le accennate cagioni mal soddisfatto: che che ne sia, trovandosi Lodovico aver licenziato il suo esercito, dimorava dentro Benevento con poca guarnigione, onde nel mese d'agosto di quest'anno 871 improvisamente fu arrestato da' Beneventani e posto in sicuro carcere[508]: furono occupate le di lui robe, e i Franzesi ch'erano in sua guardia, dopo essere stati spogliati, furono astretti a fuggire. Lodovico fu per quaranta giorni tenuto prigione, nè si pensava a liberarlo, se non che avendo inondato di nuovo i Saraceni la provincia di Salerno, e cresciuto il lor numero a trentamila, posero l'assedio a Salerno, dando terrore a tutti i Principi longobardi e ad Adelghiso Principe di Benevento sopra ogni altro. Fu in tanta revoluzione di cose liberato Lodovico: ma volle Adelghiso, che prima sotto solenni giuramenti promettesse, in tutto il tempo di sua vita di non mai più entrar ne' confini di Benevento, nè di ciò che avea sofferto in quest'incontro prender contro i Beneventani mai vendetta: il che Lodovico promise multis adiunctis execrationibus, giurando sopra le reliquie de' Santi e sopra i Santi Evangeli di Dio.
Partì Lodovico da Benevento nell'uscir di quest'istesso anno 871, ed in Veroli fermossi per undici mesi nel qual tempo portatosi in Roma prese la Corona per mano d'Adriano II nell'anno 872, prima di morir questo Pontefice, come vuol Aimoino[509]; ancorchè alcuni moderni Scrittori nell'anno precedente vogliano che fosse stato da Adriano incoronato. Lodovico ancorchè prendesse ora la Corona, era stato però assunto all'Imperio sin dall'anno 856, quando Lotario Imperadore suo padre resosi Monaco, divise l'Imperio fra tre suoi figliuoli, assegnando a Lodovico Roma ed Italia; a Lotario l'Austrasia, onde poi si disse Lotaringia; ed a Carlo la Borgogna, come fu detto.
Ancorchè Lodovico con solenni giuramenti avesse promesso di non mai entrar ne' confini di Benevento, non fu però che nell'entrar dell'anno 873 non rompesse questi patti, ed insino a Capua con forte armata non s'inoltrasse.
Siccome in questi tempi la forza della religione era in vigore ne' petti de Principi, e non mai, o di rado si violavano i giuramenti; così all'incontro avean cominciato, sin da Gregorio II e Zaccaria, i Pontefici romani a trovar modo di romper questi lacci, e prosciogliere le loro coscienze: donde nacque la facoltà, che poi non pure i P. R. ma anche i Vescovi s'assunsero, dell'assoluzione de' giuramenti ne' giudicj ed altrove. Si renderono perciò, anche per quest'altro verso, a' Principi tremendi e necessari, non altrimenti, che per le dispense ne' matrimoni, le quali prima dai Principi si concedevano. Lodovico, a cui non dava il cuore di far ritorno in Benevento contra i giuramenti fatti, fu tosto soccorso da Giovanni VIII, che ad Adriano II poco prima era succeduto, il quale dichiarando non poter essergli d'ostacolo i giuramenti dati così per forza e con tanta indegnità, l'assolvè di tutte le promesse fatte a' Beneventani. Vi è chi scrive[510], che Lodovico con tutta l'assoluzione ottenuta per non esser riputato spergiuro, non volle egli porsi alla testa del suo esercito, ma in suo luogo, usando fraude a se medesimo, che vi avesse sostituita la Regina sua moglie Engilberga, e che in suo nome, e sotto la sua autorità si guerreggiasse. Venne in Capua, e nel passar diede strane rotte a' Saraceni confinandogli a Taranto: fu per vendicarsi d'Adelghiso, e tentò di occupargli Benevento, e perciò altri scrissero che intimorito se ne fuggisse nell'isola di Corsica; ma o che non gli riuscisse, come narra Erchemperto, o che frappostisi molti Conti ed il Papa istesso per accordargli, fu fra di loro conchiusa pace, ed Adelghiso con quelli del suo partito nella grazia di Lodovico furon reintegrati. Landulfo Conte insieme e Vescovo di Capua fu anche ammesso nella grazia e familiarità di Cesare, il quale somministrò in quest'incontri validi soccorsi contro i Saraceni.
Fu cotanta la familiarità che acquistò Landulfo presso l'Imperadore, che oltre d'aver conseguito dal medesimo i primi onori, pretese da lui, che la provincia intera di Benevento a lui si concedesse, e che Capua fosse innalzata ad esser metropoli: il che, come narra Erchemperto[511], non potè ridurre ad effetto, poichè Capua non prima dell'anno 968 ricevè questa prerogativa da Giovanni XIII Pontefice romano: e Benevento un anno da poi dall'istesso Pontefice fu eretta in metropoli; essendosi da poi in queste nostre regioni introdotto, che non più i Principi, ma i P. R. con innalzar i Vescovi in Metropolitani, innalzavano le città in metropoli, di che altrove ci tornerà più opportuna occasione di ragionare.
Lodovico dopo esser dimorato un anno in Capua ed in queste nostre contrade, e date anche molte e strane rotte a' Saraceni, nell'anno seguente 874 passò in Francia per non mai far più ritorno in queste nostre parti; poichè in quest'anno come alcuni notarono o nel seguente, come gli annali di Francia, ed i moderni Autori tengono, in Francia, non già in Milano, finì i giorni suoi. Principe gloriosissimo, ed a cui molto devono queste nostre province, che se non l'avesse soccorse tante volte, per le sì spesse e grandi inondazioni de' Saraceni, sarebbero tutte e stabilmente cadute sotto la loro dominazione. Abbiamo di questo Principe molti vestigi di pietà, per molti monasteri dell'Ordine di S. Benedetto da lui fondati nell'Apruzzi, de' quali Lione Ostiense non si dimenticò nella sua Cronaca. La donazione o sia conferma delle precedenti donazioni di Pipino e di Carlo M. fatte alla Chiesa romana, non a questo Lodovico, come credette l'Abate della Noce[512], ma a Lodovico Pio figliuolo di Carlo M. dee attribuirsi, il quale la fece a Pascale I R. P. nè quella abbraccia più di quanto Pipino e Carlo donarono, com'è manifesto dalla cronaca di Lione.[513].
Per la morte accaduta di Lodovico in quest'anno 874 ovvero nel seguente, si conosce chiaramente l'errore di coloro, i quali credettero, che Lodovico avendo ritolto Bari a' Saraceni, l'avesse restituita a Basilio Imperador d'Oriente: poichè i Saraceni, partito che fu Lodovico da Italia e restituito in Francia, tosto usciti da Taranto, ov'erano stati confinati, tornarono a depredar Bari ed i luoghi vicini; onde i Baresi nell'anno 876, morto già Lodovico, non potendo più sopportare la crudeltà de' medesimi, dimorando in Otranto Gregorio Straticò di quella città, lo chiamarono e l'introdussero co' suoi Greci in Bari, siccome narrano Erchemperto[514] e Lupo Protospata[515].