Quelli ch'erano dati a' Gentiluomini, sono le piazze de' Gentiluomini di Camera; i Gentiluomini della Caccia: e quanto a' Paggi (detti dal Tutino Valletti), essi non tiravano salario, ma aveano la livrea solamente dal Re. I Gentiluomini della Camera, che nell'antico Imperio erano chiamati Decuriones Cubiculariorum, comandavano agli altri Ufficiali minori, ed erano in gran numero. I Gentiluomini della Caccia, erano quelli che assistevano al Re alla caccia, differenti dalli Cacciatori Regj, che sono plebei, ed hanno la cura di ordinare, ovvero drizzare la caccia. I Gentiluomini della Falconeria, i quali avevano il pensiero di qualche volo, differenti dagli Falconieri della Camera Regia, che sono quelli che avevano la cura di ordinar la caccia. Questi Ufficiali, come si è detto, non bisogna cercargli nell'antico Imperio, perchè gli Imperadori non erano applicati alla caccia, come furono i nostri Re.

I Ciambellani Regj, che scalzavano il Re, e lo mettevano in letto, ed erano nella Camera secreta del Re. Gli Arcieri delle guardie del Re. I Scudieri del corpo del Re. I Scudieri della Stalla del Re, chiamati dal dritto Siratores, ed in Francia detti Marescialli, termine alemano, che significa Ufficiale di Cavalli, the Tutino chiama Maestro della Marescallaria Regia: donde viene che noi chiamiamo ancora Maniscalchi quegli che medicano e ferrano i Cavalli: differenti dalli Marescialli degli alloggiamenti del Re.

I Marescialli della soprantendenza della guerra, li quali distribuivano alle milizie gli ospizj, seguivano il G. Contestabile, e gli Ufficiali succeduti nella loro carica si chiamarono Scudieri ed anche Scudieri di Stalla, a distinzione degli altri Scudieri del corpo del Re detti di sopra.

Vi erano ancora i Maestri degli stipendiarii Regj, i quali aveano la cura di tener conto degli stipendiati del Re, e presso noi è rimasto di loro ancor vestigio, leggendosi nella Chiesa di S. Niccolò a Pozzo bianco un'iscrizione, nella quale si nota il fondatore di quella essere stato Errico Barat, familiare del Re Carlo I ac stipendiariorum Regiorum Magistrum[554]. La di cui incombenza, siccome l'altra di distribuire alle milizie gli ospizj, appartenente a' Marescialli di guerra, si vide da poi a tempo degli Aragonesi e degli Spagnuoli, trasferita nel Regio Scrivano di Ragione, di cui favelleremo nel Regno di questi Principi.

Eravi il Maestro delle Razze del Re, che ora diciamo Cavallerizzo Maggiore, il qual Ufficiale a tempo degli Spagnuoli, come ivi diremo, innalzò grandemente la sua giurisdizione, ed ebbe pure proprio Uditore e particolar Tribunale.

Più numerose erano le milizie de' Secretarii del Re. Questi, che nell'imperio erano nella milizia de' Tribuni de' Notari, e chiamati ancora Candidati, come l'attesta Cassiodoro[555], nel Regno di Sicilia riconoscevano il G. Protonotario per lor Capo, ch'era uno de' sette Ufficiali della Corona, come si disse nel libro XI di quest'istoria. Egli era il Capo de' Notari, e nell'Imperio era per ciò chiamato Primicerius Notariorum: avea la dignità Proconsolare, e dopo due anni d'esercizio diveniva illustre. Erano ancora nell'antico Imperio tre sorta o gradi di Notari, che sono apertamente distinti nel Codice di Teodosio[556]; i primi erano intitolati Tribuni Praetoriani et Notarii: e questi aveano la dignità de' Conti; i secondi erano semplicemente detti Tribuni et Notarii, e questi aveano la dignità de' Vicarii; finalmente i terzi erano chiamati Notarii familiares, ovvero domestici, i quali aveano l'ordine e dignità di Consolarità. Questi non bisogna confondergli co' Notari che ora diciamo, li quali erano tutto altro, ed erano chiamati Tabelliones, ovvero Tabularii, siccome fu da noi osservato nel riferito libro.

In Francia, secondo che rapportano gli Scrittori di quel Regno, parimente vi sono tre sorta di Notari del Re, chiamati ancora Secretarii ad esempio di Vopisco, il quale chiama i Notari dell'Imperio Notarios Secretorum, e nel dritto vengono chiamati a Secretis[557]. Sono perciò variamente appellati: Secretarii di Stato: Secretarii del Re: e Secretarii della Casa del Re. I Secretarii del Gabinetto si riferiscono alli Cartularii, Cubicularii, qui emittebant simbola, sive Commonitoria, come si dicono nelle Novelle di Giustiniano[558]. Erano in Francia sessanta i Secretarii del Re, Casa e Corona per far tutte le lettere patenti di Cancelleria. E come ch'essi spediscono i privilegi degli altri, era ben di dovere, che ne ottenessero tanti dal Re a lor beneficio.

Parimente nella Casa Reale di Napoli erano a' tempi degli Angioini molti di questi Secretarii e Notari del Re. Furonvi i Notari della Casa del Re, ed a questi tempi di Carlo II d'Angiò fu suo Notaio Niccolò di Alife, celebre Giureconsulto di quell'età. Vi erano i Maestri e Prepositi sopra le soscrizioni e signature delle lettere della Camera Regia: i Notari della Tesoreria Regia: il Sigillatore delle Lettere Regie: il Compositore delle Bolle Regie: ed altri Ufficiali minori della Secreteria del Re.

Fra questi Ufficiali dobbiamo annoverar ancora il Maestro dell'Armature Regie: il Maestro de' Palafrenieri: il Maestro degli Arresti: il preposito degli ufficii dell'Ospizio Regio: il Maestro Massaro: i Maestri Razionali della Camera Regia (fra quali, a' tempi di questo Re, furono Andrea d'Isernia e l'istesso Niccolò d'Alife) ed altri consimili, de' quali si tratta in più luoghi nei Capitoli di Carlo I e II d'Angiò[559].

Sieguono nell'ultimo luogo i minori uffici lasciati agl'Ignobili: e sono quelli, che apprestano il mangiare del Re e de' Principi e de' loro domestici, li quali in Francia si chiamano li sette uffici, non per ragione della loro carica, ma a cagion delle cucine dove gli esercitano, e si chiamano uffici a casa del Re ed a casa de' Principi. Nelle due cucine, li Capi sono chiamati Scudieri di Cucina, e gli Aiutanti, Maestri Cuochi.