Parimente nel Palazzo regale s'è unita la Tesoreria. Prima, ne' tempi dell'Imperador Federico II, la Tesoreria era nel castel del Salvatore, oggi chiamato dell'Uovo, dove Federico ordinò, che dovesse il Tesoro trasportarsi, e vi destinò per la custodia tre Tesorieri, Angelo della Marra, Marino della Valle ed Efrem della Porta. Ferdinando il Cattolico, come narra il Zurita[272], abolendo il Tesoriere, avea introdotto un nuovo Ufficiale, detto Conservator Generale, nella persona di Giovan Battista Spinelli; ma sperimentatosi dannoso, quando venne in Napoli, alle querele di molti, che l'aveano per esoso, l'estinse affatto, e rifece, come prima il Tesoriere. Era questi prima totalmente subordinato al Gran Camerario, come quegli che teneva la cura e custodia del Tesoro del Re: ora è subordinato al Vicerè, ed al Tribunal della Camera. Ha il secondo luogo dopo lo Scrivano di Razione, con cui tiene molta connessione ed intelligenza; ed ancorchè sia da costui preceduto, precede egli però al Decano della Camera, quando, o in questo Tribunale, o in Collaterale accadesse di sedere. Ha ancora in Collaterale Sedia, quando il Decano siede allo Sgabello[273].

In questo nuovo governo degli Spagnuoli surse un nuovo Ufficiale detto Auditor Generale dell'Esercito, che lo potrem anche dire Giudice del Regal Palazzo. Introdotte che furono nel Regno le milizie spagnuole; fu loro dato un General Comandante, chiamato il Mastro di Campo Generale. Questi ebbe il suo Auditor Generale, al quale fu data la conoscenza delle cause di tutti i soldati spagnuoli stipendiati ed altri detti Piazze morte; la sua giurisdizione s'estende ancora sopra i soldati, Alfieri e Capitani italiani, e sopra i 50 Continui, de' quali si parla ne' privilegi di Napoli conceduti da Carlo V[274]. Negli ultimi tempi per prammatica del Conte di Lemos del 1614, confermata poi dal Cardinal Zappata nel 1622, fu stesa la cognizione del suo Tribunale sopra altri affari.

Tiene sotto di se altri Tribunali minori, come quello dell'Auditor del Terzo Spagnuolo e di tutti gli altri Auditori delle castella, delle città e del Regno. Il Terzo Spagnuolo tiene un suo Auditor a parte, il quale ha la cognizione delle cause civili e criminali sopra i soldati spagnuoli del Terzo residente in Napoli; però questo Tribunale è subordinato a quello dell'Auditor Generale dell'esercito, perchè da' suoi decreti s'appella al Tribunale dell'Auditor Generale.

Parimente i tre Castelli della città di Napoli, Castel Nuovo, quel di S. Ermo e l'altro dell'Uovo, hanno ciascuno un Auditor particolare, che vien eletto dal Castellano, ed ognun tiene il suo Attuario e Coadiutore della Corte. Questi esercitano giurisdizione sopra tutti quelli, che abitano ne' Castelli; quel del Castel Nuovo l'esercita anche sopra quelli che sono nella torre di S. Vincenzo. Prima, da' loro decreti s'appellava al Vicerè, che commetteva le appellazioni a vari Ministri, perchè le rivedessero. Poi dal Conte di Lemos nel 1614, per sua prammatica confirmata dal Cardinal Zappata nel 1672, fu stabilito, che le appellazioni si rivedessero dall'Auditor Generale dell'esercito, a cui sono subordinati.

Tiene ancora la conoscenza sopra tutti coloro, che abitano e sono del Palazzo del Vicerè, e conosce dei delitti ivi commessi, essendo egli il Giudice della casa del Re. Prima questa conoscenza era del Gran Siniscalco, come Capo Uffiziale della casa del Re; ora è dell'Auditor Generale, con subordinazione non già al Gran Siniscalco, ma solo al Vicerè, al quale si riportano le appellazioni de' suoi decreti, da chi sono commesse a que' ministri, che gli piaciono[275]. Pretende ancora aver conoscenza sopra i Soldati della guardia Alemanna destinata per custodia del regal Palazzo; ma glie la contrasta il lor Capitano, che se l'ha appropriata. Parimente i Cantori della regal Cappella, essendo della famiglia del real Palazzo, dovrebbero esser a lui subordinati: ma il Cappellan Maggiore ne tiene ora la conoscenza, e come suoi sudditi vengon riputati.

Pure il Cappellano Maggiore, ch'è Capo della Cappella del regal Palazzo, merita per questa parte essere annoverato tra gli Ufficiali della Casa del Re. Tiene egli giurisdizione nell'Oratorio regio e sopra tutti i Cappellani regi, anche de' Castelli della città e del Regno. La esercita ancora sopra i Cantori della Cappella regia. Tiene il suo Consultore e de' decreti del detto Tribunale se ne appella al Vicerè, il quale suole commettere l'appellazione a que' Ministri, che gli piaciono. Dell'origine ed incremento del Cappellano maggiore, sue prerogative e soprintendenza nei Regi Studi già diffusamente si è discorso nel XXI libro di quest'Istoria.

CAPITOLO IV. Degli altri Ufficiali, che militano fuori della Casa del Re.

Questi finora annoverati sono gli Ufficiali del regal Palazzo, secondo la nuova disposizione degli Spagnuoli. Prima tra gli Ufficiali della Casa del Re erano annoverati, il Maestro delle Razze Regie ed il Maestro delle Foreste e della Caccia. Ma sotto il Regno degli Spagnuoli questi due Uffici furono trasformati, e presero altre sembianze.

Il Maestro delle Razze Regie, detto ancora il Cavallerizzo Maggiore del Re, innalzò in sua propria casa un Tribunale a parte col suo Auditore ed Attuario, dove esercitava giurisdizione sopra tutte le persone destinate alle razze regie, che il Re teneva così in Napoli, come nelle province, in Terra di Lavoro, al Mazzone presso Capua, nella Puglia ed in Calabria. De' suoi decreti s'appellava alla regia Camera, a cui era subordinato. Nel 1660 fur dismesse le razze, che teneva in Calabria, come al Re dannose[276]. Nei tempi nostri furono parimente per l'istessa cagione tolte in Napoli, nel Mazzone e nella Puglia; ond'oggi rimane estinto in noi questo Tribunale, ed abolito affatto l'ufficio di Cavallerizzo del Re.

Contraria fortuna ebbe il Maestro delle Foreste e della Caccia, chiamato oggi il Montiere Maggiore. Prima, com'è chiaro da' Capitoli del Regno, la sua giurisdizione ed incombenza non si stendeva più, che nelle foreste demaniali del Re. Da poi essendo la Caccia divenuta regalia del Principe, si stese sopra tutti i luoghi, nè viene ora ristretta da alcun termine o confine. Egli dà le licenze a' Cacciatori, e che possano a tal fine portar arme per tutto il Regno: tiene il suo Tribunale a parte con un Auditore ed Attuario, e s'è di presente innalzato tanto, che è riputato uno degli ufficj non meno illustre, che di rendita[277].