Che la Sede Appostolica abbia nel Regno uno Stato libero di rendita circa scudi venticinquemila d'oro, ed in luogo conveniente da eleggersi per Sua Santità.

Che si dia all'Illustrissimo Signor Conte di Montorio uno Stato similmente con condizione libera, et pieno jure, e che sia a soddisfazione di Sua Santità, e che renda venticinquemila scudi d'entrata, e sia suo e di suoi eredi, quali e quanti ne vorrà lasciare ed istituire, maschi o femmine, e ne possa far testamento pleno iure, e donarlo e venderlo come più gli piacerà, e morendo ab intestato s'intenda, che gli eredi più prossimi succedano.

Che similmente al Signor D. Antonio Caraffa si dia un altro Stato simile, o almeno di quindicimila scudi d'entrata.

Che il Re debbia mandare questo suo figliuolo, per investirlo del Regno quanto prima si potrà, ad abitare, ed allevarsi in alcun de' predetti Regni, i quali abbiano da esser governati ed amministrati a suo nome. Il Consiglio, quanto all'amministrazione e governo dello Stato, debba comporsi di Consiglieri fedeli e devoti del Papa e della S. Sede; e siano eletti o deputati di comune consenso, fin che il predetto Re pervenga nell'età che da se stesso possa reggere e governare detti Regni: gli altri Governadori, quanto alla cura della sua persona, debbano deputarsi ed eleggersi dal Re Cristianissimo, e li Capitani Generali dell'esercito debbano esser benevoli e devoti del Papa e della S. Sede, ed eletti di comun consenso.

Che 'l Serenissimo Principe da investirsi, suoi eredi e successori, non possa essere eletto, o nominato Re o Imperadore de' Romani o Re di Germania o di Francia o Signor di Lombardia o di Toscana.

Che sin a tanto, che colui, il quale dee essere investito, non giunga a questi Regni, siano quelli governati ed amministrati di comun consenso, e secondo la volontà del Papa e del Re, da uno o da più: dei quali l'uno e l'altro di loro si confidino, a nome però del detto Principe, e quegli, nel quale saranno convenuti o prete, o secolare, sia Vicereggente, come Legato o come Governadore di Sua Santità e del Re Cristianissimo, e debba prestare il giuramento all'uno ed all'altro di bene e fedelmente amministrare secondo la volontà d'amendue.

Che non essendo esso Serenissimo figliuolo, che dovrà investirsi, di tal età, che possa prestare il giuramento ed omaggio al Papa, ed alla S. Sede, debba il Re come padre e tutore, per lui prestarlo, quando gli sarà data l'investitura di detti Regni; il qual giuramento sia giusta la forma degli altri giuramenti, che per altri Re si sono prestati a Pontefici passati, ed alla Sede Appostolica, spezialmente a Papa Giulio III, alla qual forma s'aggiunga, e si muti tutto quello, che per li presenti articoli si trova aggiunto e mutato.

Che in ricognizione di questa prima investitura, che dovrà ricevere, debba edificare nella Chiesa di S. Pietro in Roma una delle maggiori Cappelle; e quando esso Re sarà pervenuto all'età legittima, sia tenuto esso medesimo prestare il ligio omaggio al Papa e suo successore.

In fine, che sia obbligato l'investiendo lasciar cavare dal Regno di Sicilia ultra Pharum diecimila tomoli di grani, ogni qual volta che la città di Roma n'avrà bisogno, senza pagamento alcuno di tratta o d'altra gravezza.

Queste Capitolazioni, così ben ideate dal Papa, lo facevano parlar con tanta fidanza e disprezzo; ed intanto non perdeva tempo di premunirsi in ogni cosa, ciò che maggiormente insospettì il Duca d'Alba, poichè alla scoperta il Cardinal Caraffa col Duca suo fratello erano tutti intesi a fortificar Palliano, e v'aveano condotto Pietro Strozzi Capitano del Re di Francia, che trovavasi in Roma, per prendere il suo parere sopra le fortificazioni da farvi; e tuttavia pervenivan a Napoli novelle delle commessioni date fuori dal Papa per assoldar gente. Avea anche chiamato al suo soldo Camillo Orsini, Capitano sperimentato di que' tempi, e mandato Paolo suo figliuolo con mille fanti in Perugia, oltre a mille e duecento fanti Guasconi del presidio di Corsica, che gli si mandavano dal Re di Francia in ajuto: si travagliava anche in far bastioni, e faceva fare a molte altre Piazze dello Stato della Chiesa nuove fortificazioni.