SCI.
Giacchè al voler de' Fati
L'opporsi è vano, ubbidirò.
COS.
Scipione,
Or di scegliere è tempo.
FOR.
Istrutto or sei;
Puoi giudicar fra noi.
SCI.
Publio, si vuole
Ch'una di queste Dee…
PUB.
Tutto m'è noto:
Eleggi a voglia tua.
SCI.
Deh mi consiglia,
Gran genitor.
EMI.
Ti usurperebbe, o figlio,
La gloria della scelta il mio consiglio.
FOR.
Se brami esser felice,
Scipio, non mi stancar: prendi il momento
In cui t' offro il mio crin.
SCI.
Ma tu che tanto
Importuna mi sei, di': qual ragione
Tuo seguace mi vuol? Perché degg'io
Sceglier più te che l'altra?
FOR.
E che farai
S'io non secondo amica
L'imprese tue? Sai quel ch'io posso? Io sono
D'ogni mal, d'ogni bene
L'arbitra colaggiù. Questa è la mano
Che sparge a suo talento e gioie e pene,
Ed oltraggi ed onori,
E miserie e tesori. Io son colei
Che fabbrica, che strugge,
Che rinnova gl'imperi. Io, se mi piace,
In soglio una capanna; io, quando voglio,
Cangio in capanna un soglio. A me soggetti
Sono i turbini in cielo,
Son le tempeste in mar. Delle battaglie
Io regolo il destin. Se fausta io sono,
Dalle perdite istesse
Fo germogliar le palme; e s'io m'adiro,
Svelgo di man gli allori
Sul compir la vittoria ai vincitori.
Che più? Dal regno mio
Non va esente il valore,
Non la virtù; che, quando vuol la Sorte,
Sembra forte il più vil, vile il più forte;
E a dispetto d'Astrea
La colpa è giusta, e l'innocenza è rea.