END.
Ah Cintia, io non ti credo;
Perdona i miei timori,
Scusa i sospetti miei;
Se Diana non fossi, io t'amerei.
DIA.
Crudel, così d'un Nume
Tu schernisci gli affetti?
Pria l'amor mi prometti,
Poi mi nieghi l'amore?
E il misero mio core
Ritrova in un istante,
Ma con incerta sorte,
Nel tuo labbro incostante e vita e morte.
O mi scaccia, o mi accogli;
Nè cominciare, ingrato,
Or che vedi quest'alma
Entro la tua catena,
A prenderti piacer della mia pena.
Semplice fanciulletto,
Se al tenero augelletto
Rallenta il laccio un poco,
Il fa volar per gioco,
Ma non gli scioglie il piè.
Quel fanciullin tu sei,
Quell'augellin son io;
Il laccio è l'amor mio
Che mi congiunge a te.
[ENDIMIONE ed AMORE.]
AMO.
Endimione, ascolta:
Finisce tra le frondi
Di quella siepe ombrosa
Una damma ferita
Ed il corso e la vita.
Allo stral che la punge,
Ella parmi tua preda.
END.
Amico Alceste,
Prenditi pur la damma,
Abbiti pur lo strale,
Che di dardi e di fere a me non cale.
AMO.
Ma tu quello non sei
Che, non ha guari, avrebbe
Per una preda e per un dardo solo
Raggirato di Latmo ogni sentiero?
END.
Altre prede, altri dardi ho nel pensiero.
AMO.
Il so; d'amor sospiri,
E Diana è il tuo foco.