PARTE SECONDA

[DIANA ed ENDIMIONE.]

DIA.
Dove, dove ti sprona
Il giovanil desio,
Endimion, cor mio? Lascia la traccia
Delle fugaci belve,
E qui dove, cadendo
Da quell'alto macigno,
L'onda biancheggia, e poi divisa in mille
Lucidissime stille
Spruzza sul prato il cristallino umore,
Meco t'assidi a ragionar d'amore.

END.
Ovunque io mi rivolga,
Cintia, bella mia Dea,
Sempre di grave error quest'alma è rea.
Se da te m'allontano,
Se al tuo splender m'accendo,
O la tua fiamma, o le tue leggi offendo.

DIA.
Quai leggi, quale offesa?

END.
Condannan le tue leggi
Chi strugge il core all'amoroso foco.

DIA.
Io dettai quelle leggi, io le rivoco.

END.
Dunque senza timore
I cari affetti tuoi goder mi lice?

DIA.
Sol presso al tuo bel volto io son felice.

Fra le stelle o fra le piante,
Cacciatrice o Nume errante,
Senza te non so goder.