[AMORE, DIANA e NICE.]

AMO.
Misero Endimione! Avranno ancora
Pietà della tua sorte
I tronchi e le foreste.

DIA.
Cieli, che mai sarà?

NIC.
Che parli, Alceste?

AMO.
Nice, Diana, oh Dio! Nè meno ho core
D'articolar gli accenti.

DIA.
Qualche infausta novella!

AMO.
Giace vicino all'antro
Dell'antico Silvano,
Pallido e scolorito,
Endimion ferito.

NIC.
Ahimè!

DIA.
Chi fu l'indegno?

AMO.
Un ispido cinghiale
Punto pria dal suo strale
S'avventò pien di rabbia
Nel molle fianco a insanguinar le labbia.
Io vidi (oh quale orrore!)
Sovra i funesti giri
Delle candide zanne
Il sangue rosseggiar tiepido ancora;
Udii quell'infelice,
Sparso d'immonda polve
Le molli gote e le dorate chiome,
Replicar moribondo il tuo bel nome.