DIA.
Ahimè! qual freddo gelo
M'agghiaccia il sangue e mi circonda il core!
Pietà, spavento, amore
Vengon col lor veleno
Tutti in un punto a lacerarmi il seno.
Crudo mostro inumano,
Rendimi la mia vita.
Giove, se giusto sei, lascia che possa,
In queste infauste rive
Anch'io morir, se il mio bel sol non vive.
NIC.
Nice, tu sei di sasso
Se il dolor non t'uccide.
DIA.
Ha vinto Amore.
AMO.
(E ne trionfa e ride.)
DIA.
Deh per pieiade, Alceste,
Colà mi guida, ove il mio ben dimora.
Forse ch'ei vive ancora, e pria che morte
Di quel ciglio la luce in tutto scemi,
Vo' raccor da' suoi labbri i spirti estremi.
NIC.
Fermati, o Cinzia; Endimion s'appressa.
[DIANA, ENDIMIONE, AMORE e NICE.]
DIA.
Amato Endimion, dolce mia cura,
Tu vivi, ed io respiro. Oh quale affanno
Ebbi nel tu periglio!
Qui t'assidi, e m'addita
Dov'è la tua ferita.
END.
Qual ferita, mio Nume? Altra ferita
In me scorger non puoi
Di quella che mi vien da' sguardi tuoi.
DIA.
Dunque Alceste mentì?