END.
Sì, mio tesoro,
Le luci rasserena.
DIA.
Io ti stringo, io ti mirò, e il credo appena.
Chi provato ha la procella,
Benchè fugga il vento infido,
Teme ancora, e giunto al lido
Gira i lumi e guarda il mar.
Tal, se a te rivolgo il ciglio,
Nel pensier del tuo periglio,
Il mio core per timore
Ricomincia a sospirar.
AMO.
Cinzia, del tuo timor l'alma assicura.
Quegl'incostanti affetti,
Quei gelosi sospetti,
E quanto di periglio a te dipinsi,
Solo per trionfar composi e finsi.
DIA.
E tanto ardisce Alceste?
AMO.
Io sono Amore.
Riconosci in Alceste il tuo signore.
DIA.
Amore! Adesso intendo
I tuoi scherzi, i tuoi detti.
Io son vinta, io son cieca: ognor ti vidi
Al mio sguardo palese,
Nè mai che fosti Amor l'alma comprese.
Amor, che nasce
Con la speranza,
Dolce s'avanza;
Nè se n'avvede
L'amante cor.
Poi pieno il trova
D'affanni e pene;
Ma non gli giova,
Che intorno al piede
Le sue catene
Già strinse Amor.