— Marta, le disse Riguccio quando si furon messi a tavola, tu pensavi di ritirare in casa il nostro tutore perchè ti fa pena vederlo star solo di notte in quel tugurio accanto al mulino, ora ch'egli è, si potrebbe dire, malato. Io veggo che tu pensi bene. Così a un bisogno avrà chi lo soccorra; e noi siamo in dovere di farlo; ma c'è una difficoltà.... manca la camera.... Se questa difficoltà sparisse?
— Allora sarebbe accomodato ogni cosa. Romolo viverebbe con noi; non gli parrebbe vero; tu sai che lo riguardiamo come un padre.
— Dunque bisognerebbe ch'io gli dassi il mio letto....
— E tu, dove vorresti dormire?
— Eh! io un giorno o l'altro....
— Come sarebbe a dire? spiegati meglio.
— Se io andassi per un poco a studiare a Roma?...
— Povera me! tu mi vorresti lasciare?
— Per un poco.... A Roma potrei veder tante cose, potrei acquistare tante cognizioni.... il maestro mi ci vuol condurre....
— Magari! quando si tratta del tuo bene.... Ma non tanto presto, credo io: tu sei molto giovine ancora.... E poi ci vorrà una buona moneta.