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Il malizioso carceriere aveva detto il vero quanto allo stato del prigioniero. Seduto sul pagliericcio, coi pugni stretti, il capo basso e le ciglia fieramente aggrottate affissando il terreno, a quella visita non si risentì, non si mosse: le sole narici tumefatte dalla collera davano segno di vita. Il vecchio artigiano si levò rispettosamente il cappello, si soffermò presso la soglia per aspettare il permesso d'inoltrarsi, e considerando quella faccia livida per l'ira e per l'afflizione, incominciò zitto zitto a versar calde lacrime che gli rigavano le gote grinzose. Aspettò un poco, e poi dell'altro, e poi dell'altro; e visto infine che il prigioniero non gli badava: «Signore» disse con voce di pietoso conforto, «vi contentate voi ch'io venga un po' qui a tenervi compagnia? Degnatevi di sfogarlo meco il vostro dolore: e datevi pace, ch'io non son solo ad affliggermi della disgrazia che v'è accaduta.»

Il prigioniero lo guardò; vide quella canizie soccorrevole e mesta, scorse le lacrime dell'artigiano umile ma onorato e venerabile; balzò in piedi tutto compreso da un'improvvisa dolcezza; corse ad abbracciarlo, a stringergli la mano, e lo condusse a seder seco sul pagliericcio, e pianse con lui. Oh sì! egli aveva bisogno di piangere. Un momento dopo s'indispettì d'aver ceduto alla commozione; gli parve d'essere stato debole; ma quello sfogo gli fece bene; ed esclamò con aspetto sereno: «Grazie, amico mio! Io mi credeva abbandonato da tutti, ma non è vero. Così è: la virtù soccorre i disgraziati, ancorchè questi non meritino tutto il suo generoso compatimento. Il calzolaio non voleva ascoltare queste parole. «Piuttosto, diceva, se v'occorre qualche cosa fate capitale di me. Io sarò buono a poco, ma se mancasse di meglio eccomi qua; non volevo esserci venuto senza conclusione.» — «Tu m'hai già consolato tanto con la sola presenza che di più non poteva desiderare. Guarda, tu mi rammenti mio padre. Mi par d'essere insieme con lui.» — «Signore, vo' avete avuto la degnazione di ricevermi: la vostra cordialità mi fa animo... i' vorrei.... Per carità non ve ne offendete.»

«Che cosa? Parla liberamente. Credilo! quest'arresto e impossibilità di pagar subito i miei debiti m'accorano più che altro pensando a te. Ma spero che mio padre risponderà presto....»

«Scusate, non dovete pensare a me.... anzi io.... ma la libertà è troppo grande!»

«Senza soggezione, amico mio, senza soggezione! Dite pure; parlate. Se io potessi.... chi sa? volentieri.» «Dunque, ecco qui. Ora si dà il caso che io, senza scomodo, potrei darvi modo di pagare i debiti, e d'uscir subito da questo luogo....»

«Tu? Ma come? Coi tuoi denari? Col frutto del tuo sudore?»

«Non pensate più in là. Vi basti che i denari ci sono; che io posso disporne liberamente; che nessuno saprà mai nulla; che voi me li potrete rendere a tutto vostro comodo... Intanto questi...,» e si levava di tasca una borsetta di monete d'oro. Giovanni, sorpreso e commosso da quella generosa offerta, non seppe che cosa rispondergli. Abbracciandolo, respingendo il denaro, e appoggiando il capo sulla sua spalla singhiozzava; e il calzolaio a consolarlo, a ripetere l'offerta, a scongiurare perchè l'accettasse e fosse certo che il privarsi d'ogni suo avere non gli faceva disappunto: «Avete detto ch'io vi fo ricordare di vostro padre. Figuratevi dunque d'essere un mio figliuolo. Fatelo per amor mio; perchè a vedervi in arresto, a pensare che abbiano potuto trattarvi così, io ci patisco troppo. Signore, mi raccomando, fatemi questa grazia!» e quasi piegava le ginocchia.

«Non posso!» rispose Giovanni, alzandosi risoluto e imprimendo un bacio sulla mano del vecchio. «Non posso! Il servigio che tu mi rendi con l'esempio della tua generosità è tanto maggiore d'ogni altro, che mi parrebbe d'essere un ingrato se io prendessi questi denari. Quante volte avevo fatto proposito di ravvedermi! I rimorsi della mia coscienza, gli stimoli dell'onore, la memoria degli avvertimenti paterni non bastavano. Tu m'hai toccato il cuore! Io sento di essere un'altro; tu mi restituisci la fiducia nella virtù, il coraggio per sostenere le disgrazie.... Tu mi riconduci corretto nel seno della famiglia! Poteva io sperare un benefizio più grande? Contentati d'avermi fatto questo! Se le tue faccende te lo permetteranno ritorna a consolarmi. Io t'aspetto a braccia aperte.» E con altre parole e coi gesti gli diede manifestamente a conoscere che non si sarebbe potuto mai indurre ad approfittarsi di quel denaro. Il calzolaio, con gli occhi rivolti al cielo, fece un atto di compassionevole ammirazione, s'allontanò un poco, poi ritornò indietro a ripregarlo per ben due volte, e alla fine vistolo irremovibile, lo lasciò solo.