Anche prima di questa occasione, per quello che io estimassi, la mi parve sempre una buona figliuola; religiosa e non pinzochera; onesta sì che ogni sua parola, ogni suo atto spiravano candore; casalinga, lavoratrice indefessa ed abile nel suo mestiere (che è quello di far la treccia)... Ma allora, ho! allora dovei proprio persuadermi che poche sapessero come lei osservare i filiali doveri, senza lagnarsi giammai delle fatiche e delle privazioni continue, e senza darsi aria di fare tutto quel bene ch'ella faceva. E non poco mi maravigliai nel trovare improvvisamente in una casa di poveri artigiani, quasi direi l'abbondanza di quelle cose che abbisognano ad un malato grave pel suo custodimento e per la cura e per la convalescenza. Nonostante, vedendo che la malattia andava in lungo, e dubitando che alla fine dovesse mancare la possibilità di così accurata assistenza, chiamai un giorno la Luisa in disparte e le offersi quell'ajuto che per me si poteva. «Le ne rendo merito» mi rispose con tenera gratitudine, «ma per ora Dio provvede.» Non molto dopo il malato era fuori d'ogni pericolo; in due mesi ne uscì quasi guarito ed il medico stesso asserì che al buon esito della cura aveva giovato moltissimo la grande assistenza della figliuola. E questo era naturale. Ma come avevano fatto a reggere a tante spese? Poi lo vedremo.

Intanto quella guarigione fu un ristoro per la famiglia; ma non perciò finirono le fatiche della Luisa. V'era quella povera fanciullina della sorella minore, che peggiorava, che andava in consunzione. Non so se per incaute parole dettele da qualcuno, o per naturale presentimento, ella pensava già che il suo male fosse senza rimedio; e fermatasi in questa idea, se ne stava per ore ed ore tacita e mesta, forse investigando perchè avesse dovuto nascere per morire così sul fiore degli anni, e senza aver goduto neanche uno dei pochi piaceri di questa vita. Ma la Luisa con ogni maniera d'attenzioni e di conforti, si studiava di toglierla alla dolorosa meditazione; ed in fatti la poverina al solo vedere la sorella, anzi al solo udirne la voce, si riconsolava tutta; un sorriso le sfiorava le labbra; e levando la faccia, apriva due occhi neri neri ad affissare con tenerezza il suo sostegno, il suo rifugio.

Intanto avevano bisogno della Luisa anche le due sorelle asmatiche, e la madre sempre infermiccia. Nientedimeno ella sapeva riparare a tutti, e trovava inclusive i suoi ritagli di tempo, o di giorno o di notte, per lavorare. Ma quel poco di guadagno non poteva essere sufficiente a tanti bisogni. Mi provai di nuovo ad offerirle aiuti, e mi rispose come la prima volta.

Il padre, dopo la convalescenza, tornò al mestiere; e solamente allora seppi da lui che la Luisa, per la cura e pel mantenimento della famiglia, aveva dato fondo ad un capitaluccio raccapezzato per l'innanzi a forza di lavoro, e destinato a comperarsi il vezzo di perle. Anche questo m'è parso dover notare a conforto dei buoni....

La Luisa non è bella; ma nella sua prima gioventù, con cera di sanità e con vigorosa floridezza, aveva una di quelle fisonomie che piacciono, e che ispirano onesto affetto. Laonde quantunque non uscisse mai di casa, e le sue virtù fossero occulte per modestia, nonostante, e perchè tutto il paese incominciava ad amarla ed a stimarla, e perchè il padre se ne teneva co' suoi amici, accadde allora che a lei povera e di bassi natali, parecchi giovani benestanti offerissero la mano di sposo. Ma lei ringraziando con buona maniera, diceva: «Non mi dà l'animo di lasciare il babbo e la mamma;... le mie sorelle non hanno salute.... Io sola, in casa mia sono sana... posso far poco, ma pure, a un bisogno, voglio esser libera d'assisterli.» — «Ma trovandomi a godere di una certa agiatezza» le dicevano «potrete meglio soccorrere la famiglia.» — «Oh!» rispondeva «io spero che la Provvidenza non mi abbandonerà mai, come non mi ha abbandonato finora.»

Dopo alcun tempo la sorella minore si ridusse agli estremi. Sebbene la sua agonia fosse breve, pure essendo rimasta sempre in cognizione pativa molto; ma l'amorosa pietà della Luisa la dispose a morire rassegnata e contenta; e spirandole nelle braccia, pareva un angelo venuto per poco sulla terra a provare le nostre tribolazioni ed a sperimentare la bontà della Luisa.

La prima separazione che la morte cagiona in una famiglia è sempre più dolorosa. Gli occhi non ancora avvezzi a vedere spenta la vita sul caro volto s'empiono di lacrime più dirotte. Se ne risentì molto la salute vacillante della madre e delle due sorelle malate, ma la Luisa, sebbene non ne provasse minore affanno degli altri, pur seppe mitigare la loro afflizione, e far sì che la memoria della Maria che aveva finito di patire più presto, fosse argomento di religiosa consolazione.

Dopo ciò la Luisa fu chiesta per fattoressa in una buona tenuta della nostra Comunità. Sulle prime ricusò, stando ferma nel proposito di non abbandonare la famiglia. Ma in quel tempo le tribolazioni parevano diminuite, e il luogo dove avrebbe dovuto andare era vicino da poter presto accorrere a' suoi.... Indottavi insomma, più che altro, per obbedienza, entrò nella fattoria; ma per modo di prova, e con la condizione di poterne uscire a suo piacimento.

Non passarono infatti cinque o sei mesi, che avuto sentore d'un peggioramento della sorella Anna, e di qualche accenno di ricaduta del padre, chiese ed ottenne licenza di tornare in famiglia; e tosto, con nuovo vigore, alle interrotte faccende, ad assistere, a fare animo a tutti, senza più discorrere di lasciarli.... L'ho vista io più contenta in mezzo a quei poverini, per l'amore dei quali non si concedeva riposo, e più soddisfatta della frugalità casalinga, di quello che fosse invaghita dell'agiatezza e dell'abbondanza d'una fattoria. Anzi si rammaricava d'essersi ritrovata a vivere lautamente quando i suoi quasi stentavano il necessario. Ma alfine il suo lavoro indefesso, il guadagno del padre, e quel po' di pane che dava il fratello tornarono a farli campucchiare; e qualche piccolo ajuto usciva anche dalle mani della madre e delle sorelle; benché l'Anna cominciasse a tribolare di più, a motivo della sua complessione. Era di bassa statura, gobba, e di petto soverchiamente ristretto; il respirare, il parlare, quando più quando meno, le riuscivano penosi; ed il muoversi con tutta la persona spesso le costava molto spasimo.

Quand'ecco sopraggiungere al fratello la volontà d'ammogliarsi, nè valere consigli o esortazioni a dissuadernelo. Incapace di misurare le proprie forze, credendosi provveduto assai perchè suo padre possedeva una cava di pietre, s'imbattè in una sconsigliata fanciulla, e il parentado fu fatto.