Qui il Parroco allontanando, com’era giusto, ogni ombra di colpa o di negligenza della Carolina, palesò a Pippo ciò che egli non sapeva nè della sua infanzia nè d’un fratello maggiore che la madre non aveva potuto ricuperare; e poi brevemente venne a svelargli la scoperta, quando già era balenata alla immaginazione di Pippo, il quale nello scoppio del giubbilo non sapendo reprimersi, lasciò cadere a terra quanto aveva in mano, e buttò le braccia al collo del Parroco, e sì fattamente lo teneva stretto, che il buon vecchio si sentiva soffocare. Poi gli chiese scusa della troppa confidenza; e subito voleva correre alla madre e a Nanni, ma incerto dove andar prima: ora affrettando i passi verso la prioria, ora verso la casa d’Andrea, quale forsennato, calpestando i disegni, i pennelli, dava calci alla cassetta, a quella stessa malcapitata cassetta, che aveva fatto naufragio al passo del torrente. Il Parroco durò fatica a frenarlo, a persuaderlo che per allora bisognava lasciar quieto il malato e usare circospezione anche con sua madre, narrandogli del lungo patire che aveva fatto prima d’acquistar la certezza del ritrovamento, e del deliquio dal quale era stata presa dipoi.

Ma intanto la Carolina gli aveva veduti avviarsi alla prioria, e dai gesti di Pippo s’era accorta d’ogni cosa. Non aveva potuto stare alle mosse; era scesa; e mentre il Priore, benchè Pippo si opponesse, lo aiutava, ridendo, a raccogliere le sparpagliate reliquie del suo bagaglio artistico, si affrettava a raggiungerli. Appena ebbero ripreso il cammino se la videro dinanzi; e quivi all’aria aperta un’altra scena di tenerezza tra la madre e il figliuolo, e le poche ma affettuosissime parole che si dissero, erano interrotte da molte lacrime e baci.

Il Parroco, vigilando, considerava quali e quante sono le vie del Signore per riparare con insoliti casi le ingiustizie o le sventure degli uomini. — E così, — diceva egli in cuor suo, — così potesse intravvenire di tutte le disgrazie che ci angustiano sopra la terra!... Oh! ma pur troppo! per la maggior parte non v’è altra speranza di riparo che nel cielo! Ah! rassegnatevi a questo solo conforto, che è pur grande, o infelici che languite separati senza rimedio dai vostri cari, smarriti a piangere, abbandonati a patire in mezzo a quei tanti che sembrano felici, a quei pochi che sono meno sventurati di voi! E deplorate le disgrazie, compatite gli errori, perdonate le colpe che furono cagione di condannare al dolore tutti i giorni della vostra vita! No, non aggiungete ai mali che vi opprimono il tormento dei rancori, degli odj, delle invidie! Il perdono generoso vi mansuefaccia, vi commova, vi esalti fino alla dignità dell’esser vostro; che se voi sapete mantenerla ad onta delle tribolazioni, diviene più augusta e più meritoria, e nessuno potrà conculcarla nè per abbiettezza di vilipendj, nè per forza di pregiudizj, nè per colpevole dimenticanza di chi sarebbe deputato da Dio e dagli uomini a mitigare la vostra disgrazia, e pur si mostra indegno di così sacro e soave ufficio! Piangete, sì, perchè vi sono divietati i più soavi affetti; ma quanti altri la virtù vostra non ne può generare invece di quelli! E la virtù modesta negl’infelici è più bella, più sublime, più veneranda!... Che cosa sono, in faccia a lei, le vane grandigie, le voluttà della gloria, dell’orgoglio, della potenza? —

VI.

Chi avesse veduto la Maddalena custodire Nanni nella sua malattia, avrebbe detto davvero che una buona e amorosa assistenza è la migliore di tutte le medicine. Il dolore che l’aveva oppressa quando lo vide ridotto agli estremi, era stato chiaro indizio pe’ suoi genitori che la si fosse da lungo tempo affezionata a lui con quell’ingenuo abbandono dell’innocenza che ama il buono ed il bello, e d’altro non si cura. Poi la riflessione dell’età e l’esempio di ciò che le altre fanciulle oneste e dicono e fanno, dovevano averla naturalmente condotta a celare con gelosa ritenutezza quel sentimento, al giovine per modestia, ai genitori per temenza che non potessero approvarlo. Ma l’affezione fraterna s’era già convertita in amore d’innamorata; e sapesse o no d’essere corrisposta, avesse o no la speranza di divenire sposa di Nanni, il suo cuore ormai era dato, e per sempre, a lui solo. Fortuna dunque che i genitori avessero ragione di tener Nanni in conto di giovine virtuoso, che sapessero vincere il pregiudizio che gli stava contro per la nascita, e avessero conosciuto, anche prima della figliuola, com’egli ne fosse amante segreto, e rispettoso, rassegnato se mai, a non possederla, credendolo cosa impossibile. Ebbero quasi a pentirsi che la fredda prudenza, la quale in simili negozj si suol dire non è mai troppa, gli avesse fatti indugiare soverchiamente a render palese ai due giovani l’animo loro; perchè temerono che se Nanni non avesse potuto scampare dal fiero morbo, la fanciulla se ne sarebbe accorata tanto, da perderne anch’essa la salute e la vita. Ma poichè il pericolo sembrò del tutto svanito, essi medesimi fecero animo alla figliuola, mostrandole che già da lungo tempo conoscevano e non biasimavano i suoi desiderj onestamente occulti, e lasciando a lei principalmente, in tutto ciò che non poteva offendere il suo pudore, la custodia d’una vita che ormai a lei medesima apparteneva. E di questo seppero intanto fare accorto il buon giovine, quando videro che il giubbilo di così bella speranza poteva dargli coraggio ed ajutare la sua guarigione. Oh! come allora la pallida faccia di Nanni si ricoperse tutta d’insolita serenità! Che palpiti di non mai più goduta consolazione, quando Andrea, dopo essersi con prudenti domande assicurato della sua inclinazione per la Maddalena, gli ebbe detto addirittura: — Potevi tu dubitare che noi che ti vogliamo bene da tanto tempo come a un figliuolo, perchè tu lo meriti, dovessimo avere difficoltà a farti propriamente della nostra famiglia? Se tu non ti fossi portato sempre bene, t’avrei io tenuto con questa fanciulla per casa? Dunque pensa intanto a guarire, e a suo tempo, questo, possiamo dire, è un negozio fatto. —

Nanni non aveva parole da rispondere, tanta era la sua gioja! E difatti la guarigione già incominciata progrediva sollecitamente. La Maddalena poi, il suo angiolo custode, vegliando al capezzale di colui ch’ella poteva considerare suo fidanzato, aveva ripreso quella vereconda franchezza, che usava con lui nei primi anni che si conobbero da fanciulli; e sulla faccia di Nanni non appariva più la mestizia, nè le sue parole erano rade come prima, nè i suoi sguardi sfuggivano d’incontrarsi con quelli della Maddalena. Fosse anche stata nei loro costumi tutta la rozzezza che si può immaginare nei montanari incolti, l’amor virtuoso educa a gentilezza gli amanti e mirabilmente sublima le loro anime.

Intanto la Carolina, benchè tornando a rivedere il suo Nanni avesse potuto a gran fatica reprimere la subitanea commozione, e fosse venuta in compagnia del Parroco e di Pippo che intavolarono tosto lieti colloqui, si mostrò tuttavia così affettuosa verso l’infermo, ch’ei ne rimase maravigliato, e pensava fra sè stesso: — Che cosa mi farebbe una madre, se questa pietosa donna che appena mi conosce mi dimostra cotanto amore? Ah! è vero; lo fa perchè crede che io le abbia salvato il figliuolo. Felici quei figliuoli che conoscono la loro madre, e che l’hanno così amorosa! — Pippo nascondeva a gran fatica il suo giubbilo con le facezie; e tutti erano più lieti del solito in quella comitiva; nè Andrea e la sua famiglia sapevano ancora quale altra maggior cagione di letizia fosse apparecchiata per tutti.

Così trascorse quel tempo, che il medico e il priore giudicarono necessario perchè Nanni fosse in istato di ricevere senza rischio una nuova e sì straordinaria consolazione. Intanto Andrea aveva dato licenza che si parlasse del matrimonio di Nanni con la Maddalena; e se ne faceva da ognuno quella festa che potete pensare, coi fidanzati e coi genitori.

— Oh, — scappò detto una volta a Pippo, mentre ne parlava con Nanni, — tempo fa involontariamente ti offesi.... Tu m’hai perdonato, non ne parliamo più. Ma io ti preparo un regalo di nozze, che tu non potrai ricusare davvero! —

Nanni arrossiva, ma senza ombra di sdegno. S’era già molto affezionato a Pippo, e gli pareva propriamente un altro, perchè non s’era più arrischiato a prendersi con la Maddalena quelle confidenze le quali altra volta, sebbene non avessero potuto offendere il pudore della fanciulla, nondimeno gli passavano l’anima; e tollerabili certo non erano, nè a lei stessa potevan piacere, nè a Pippo giovavano, facendolo passare per giovine frivolo e ineducato. Che s’egli si fosse imbattuto in montanari meno cauti e garbati, gli sarebbe forse intravvenuto di pagar molto care quelle leziosaggini in luoghi dov’era tanta abbondanza di legna verdi.