L’Innamorato.

Verso sera mi ritrovai in fondo a una strada solitaria e vicina alle mura della città. Vidi aperta la finestra terrena dell’ultima casipola, e ne usciva un dolcissimo canto. Era la voce di una fanciulla, e le parole cantate mi parvero queste:

Su, notturni viandanti,

Su, movendo i passi lieti,

Oda il Cielo i nostri canti

Nella sua serenità:

Forse un coro d’Angioletti

A cantar con noi verrà.

Della Luna il bianco raggio

Inargenta omai la Terra;