— Al solito, figliuolo, al solito, — rispose sospirando.
— E poi, con la povertà addosso....
— Tieni, avevo fatto conto d’andare al teatro; ma è meglio che l’abbia lui. — E ciò dicendo, le donò un mezzo paolo e la buona notte.
La vecchia: — Dio ve ne renda merito! — esclamò. — Già lo sapevo che voi siete un giovine perbene. — E allestì il passo, perchè principiava a piovigginare.
In quel mentre escono da una casipola un uomo e una donna; quello in giubba nera ed in guanti bianchi, questa col vestito di seta e una penna al cappello e la mantiglia ricamata. Infine parevano due signori; ma le esclamazioni poco scelte che fecero accorgendosi della pioggia, non andavano d’accordo con l’apparenza delle vesti. Poi nacque un diverbio, perchè l’uomo riprendeva la donna d’aver indugiato a vestirsi, e questa lui di non essere andato più presto alla crestaia, e si rammaricavano di dovere stare tutta la sera col fradicio addosso, e perdere forse l’introduzione dell’opera nuova. Cospetto! questi signori si sono ripicchiati[273] per andare alla Pergola! E non tornarono già indietro, sebbene la pioggia crescesse; ma aperto un ombrelluccio, si posero una pezzola bianca sopra i cappelli; l’uomo si tirò su i calzoni, la donna tutto il vestito; e saltellando per iscansare le grondaje e le pozze, andarono a gambe verso la Pergola. Questo signore era un gentiluomo caduto al basso, e la signora Maria, sua moglie, aveva chiesto in prestito la mattina stessa ad una buona vecchiarella che abitava una soffitta di quella casuccia la somma di quattro lire, appunto quante occorrevano per andare col marito all’opera nuova della Pergola. — Mi fate una carità fiorita — diceva ella, — perchè il signor Guidobaldo non ha potuto riscuotere ancora certi denari; e non vorrei far debito col macellaro nè col fornajo. Ce n’andrebbe del nostro onore. Sono uomini maldicenti, pieni d’insolenza; non sanno avere i debiti riguardi per le persone distinte al par di noi. Fra tre o quattro giorni vi restituisco tutto, non dubitate.... — E molte altre cose diceva, con voce quasi piangente.
E la vecchia confortandola:
— Glieli do volentieri, sa ella? Basta che la si ricordi che siamo vicini alla pigione: gli ho fatti col mio filato per pagarla.... — E consegnati i denari tornava su, tutta contenta d’avere asciugato le lagrime di quella signora. Dopo la sua partenza, le lagrime si mutarono in riso ed in beffe intorno alla credulità della vecchia che le aveva menato buono tutte le sue fandonie. La sera la moglie ed il marito si lisciano, pongono a letto un loro bambinello di tre o quattr’anni, e se ne vanno alla Pergola. Un’ora dopo, mentre la vecchia era per andarsene a letto, il bambino si riscuote allo scoppio d’un tuono; impaurito chiama la mamma; nissuno gli risponde, ed egli comincia a strillare. La vecchia l’ode nello spogliarsi, e rimane afflitta; ma pensandosi che sua madre troverebbe il verso di farlo chetare, se ne va a letto. Ma il pianto continua. — Meschina me! — esclama ella — o è seguita qualche disgrazia, o i suoi genitori sono fuori di casa. A questo tempo! Mi pare impossibile. Vo’ un po’ vedere se hanno bisogno di me.... — Si riveste, riaccende il lume, e va giù; si accosta all’uscio, e chiama; nessuno risponde; picchia, nessuno apre. Chiama più forte, e allora il bambino, udita la sua voce, va gridando che si è trovato solo, che ha paura, che non può dormire; ed ella a confortarlo, a promettergli che starà lì per fargli compagnia; e difatti corre a pigliare la rócca, torna giù, si pone a sedere sopra uno scalino, ed incomincia con lui un colloquio, poi gli racconta le novelle; e il bambino che per lo spiraglio dell’uscio vedeva un poco di lume, si riconforta, è contento; e dopo due ore, a mezzo di una novella, si raddormenta.
La vecchia quando lo ebbe udito russare ben bene, risalì nella sua soffitta, e andò a dormire, non senza prima durar fatica a sgranchiare le membra assiderate dal freddo. Tornarono i genitori fradici mézzi;[274] trovarono il figliuolo come lo avevano lasciato, e poco soddisfatti del loro divertimento, se n’andarono a riposare. Di levata il figliuolo narrò che gli era apparso in sogno la vecchia a liberarlo dai lupi che lo volevano sbranare ed a raccontargli novelle. Nè in quel giorno, nè in quello dopo, nè in altri si ragionò di restituire i denari alla vecchia. S’ella avesse avuto qualche altra lira da prestare, sarebbe stato un negozione. Ma la stentava il pane, poveretta! e i due malaccorti scialacquavano ridendosi di lei e del suo perpetuo filare. Venne il giorno della pigione; la vecchia si arrapinò, vendè, impegnò la sua robicciuola per non perdersi la soffitta. I signori buontemponi doverono sloggiare col danno e la vergogna, perchè era il secondo semestre che non pagavano. La vecchia, ricavando il campamento dalla rócca e dai fusi, morì in santa pace, e lasciò tanto da farsi suffragare l’anima e da rivestire di tutto punto tre suoi nipotini. I signori, quando non poterono più far le mode nè andare al teatro, al caffè o ai passeggi, nè giocare al lotto, nè mangiare a debito, nè trovare chi prestasse denari per fomento dell’orgoglio e dei vizj signorili, andarono miseramente a finire, il marito in Montedomini,[275] la moglie allo spedale. Il povero figlioletto era già morto dallo stento!
VI. — Un vecchio Camaldolese.
Non è passato gran tempo che nei Camaldoli di San Lorenzo morì un vecchio battilano, il quale per aver tenuto vita onesta, operosa e utile al bene dei suoi vicini, fu da essi compianto con affetto filiale, e lasciò di sè onorata memoria.