— Va tutto bene, — rispose; — lo so anch’io che tutti, adempiendo i nostri doveri, possiamo sperare d’essere felici, e di migliorare il nostro stato; ma qual’è la felicità che deve toccare a noi? Forse quella di campare senza pensieri, come i fagiani delle Cascine?[286] Veggo che chi non ha quattrini sta male; chi ne ha troppi, il più delle volte sta anche peggio....
— Male, figliuolo mio, — interruppe Michele, — male se tu fai consistere la felicità solo nei quattrini. Che cos’è la ricchezza? Uno che guadagna tanto da vivere, è più ricco di chi ha mille scudi il mese e ne spende mille uno o vorrebbe averne duemila.
— È vero; non dico questo, — riprese Andrea; — ma in somma nessuno è contento: chi si rammarica della troppa fatica, e chi è ammazzato dalla noja non avendo da fare o perchè non sia stretto dal bisogno o perchè gli manchi la voglia.
— Ho capito, — replicò Santi; — la felicità è come il giudizio: la viene a quarti d’ora. Per un giorno di bene un anno di guai.
— Piuttosto direi che la felicità possa dipendere dal giudizio, — disse la Teresa. — Per me chi ha più giudizio è più felice.
— Lo credo anch’io! — soggiunse con timidezza l’Isabella.
— Ma alle volte, — rispose Andrea sospirando, — alle volte si trova più felicità a dar retta al cuore, che a lasciarsi governare dal giudizio. —
Michele disse allora: — O che il cuore e il giudizio non hanno a andare d’accordo? Anzi credo che chi si lasciasse trasportare dal cuore senza governarsi colla riflessione, spesso rischierebbe di diventare infelice e di fare infelici anche gli altri. Puta caso, un padre di famiglia spenderà tutto il suo per saziare le voglie, i capricci, l’ambizione della moglie e dei figliuoli: e’ si dirà ch’ei lo fa per buon cuore; ma si può anche dire ch’ei non abbia giudizio, perchè non pensa alle malattie, non pensa che morto lui la famiglia rimane povera.... Val più un po’ di risparmio, un po’ di previdenza, anche a costo di privarsi di qualche cosa, che una condiscendenza fuori di proposito. Quel giovine vuol bene ad una ragazza, e crederò che il buon cuore lo faccia risolvere a sposarla presto; ma se i suoi guadagni non sono ancora buoni e sicuri, non sarà meglio che aspetti un poco, invece di andare a rischio d’aver figliuoli senza la possibilità di mantenerli e di educarli come si deve? Nello stesso tempo io credo che un uomo senza buon cuore, ancora che abbia molto giudizio, non possa godere un’ora di vero bene.
— Dunque, — soggiunse Andrea, — non sbaglio io; la felicità viene dal cuore.
— Purchè la vada d’accordo col giudizio.... — ripetè Michele. — O andiamo avanti, Angiolino. —