Andrea. Se ci fosse sempre il lavoro!...

Michele. Prima di tutto, a chi ha voglia e capacità il lavoro non manca mai. Se per disgrazia un maestro è obbligato a mandar via qualche garzone, fa sempre di tutto per conservarsi i più onesti e i più capaci. E se poi fossero licenziati anche loro, quando hanno buona reputazione, trovano facilmente un’altra bottega; e se non la trovano subito, qualcheduno li ajuterà. Ma convengo che per dire d’esser felici, oltre alla sanità e alla pace dell’anima, ci vuole un guadagno sicuro e sufficiente a provvedere ai nostri bisogni.

Santi. E tu vedi bene che queste cose vengono una dietro l’altra. Per lavorare ci vuol salute; la salute si mantiene coi buoni costumi; il lavoro, la salute e i buoni costumi ci assicurano il pane e ci danno modo di risparmiare; e quando non ti manca da mangiare ed hai l’animo in pace, tu sei contento. Allegri dunque, e coraggio! Ma a quel che veggo non sei ancora persuaso. Che cosa vorresti di più?

Andrea. Le malattie, avete detto, possono esser volute, e allora peggio per chi le ha; ma quando le vengono per disgrazia? Un muratore che caschi dalla fabbrica, e si rompa una gamba....

Michele. Hai ragione. L’uomo è sempre sottoposto alle disgrazie; ma v’è il modo di prevenirle....

Andrea. Come volete che io faccia a prevenire una caduta?

Michele. Non dico questo, sebbene la prudenza possa far molto; ma in ogni caso non ti ricordi che cosa leggemmo sere sono sulla Cassa di risparmio? Metti assieme anche un soldo per giorno, e avrai una sommerella da parte, che basterà spesso a rimediare alle tue disgrazie. E se le disgrazie non vengono, i frutti del tuo denaro potranno servirti a migliorare il tuo stato, a dare una buona educazione ai figliuoli, e ad assicurarti una vecchiaja tranquilla.

Andrea. Voi dite bene; ma poniamo il caso che una disgrazia mi venga presto, e quando non ho che pochi paoli[288] nella Cassa di risparmio?....

Isabella. Per carità, non fate tanti casi disperati!

Santi. Lascia dire, perchè la risposta viene a proposito.