Teresa. Se ci fosse stato l’altra sera, non farebbe una domanda come questa.

Andrea. Sentiamo la risposta. Dev’esser bella davvero se vo’ m’insegnate il modo di rimediare alle disgrazie d’un bracciante, che per un pezzo non potrà lavorare.... So anch’io che lo Spedale e il Reclusorio sono fatti pei poveri; ma....

Michele. Lasciamo star queste cose. La risposta che ti darò sarà buona; ma non ti credere ch’e’ sia un rimedio caduto giù dalle nuvole, e bell’e pronto. In queste cose non bisogna figurarsi miracoli. Non si tratta di fortune prodigiose, di tesori nascosti. Ora dobbiamo studiare un espediente per prevenire la miseria, per rimediare alle disgrazie impreviste, per assicurarsi il pane nella vecchiaja, per migliorare il proprio stato. E questo espediente deve sempre essere fondato sulla previdenza e sul risparmio, ma in un modo più efficace di quello della Cassa di risparmio. Per ora è un disegno, ma che potrebbe riuscire a bene, basta volere. E sta a noi a farne la prova. Ora ne giudicherai da te stesso.

Andrea stava ad ascoltare attonito, ma poco disposto a credere.

— Angiolo, — seguitò Michele, — to’ su il libro che parla delle Società di Soccorso scambievole tra gli operaj,[289] e leggi di dove feci un segno coll’unghia. —

Andrea, scotendo il capo, disse allora sottovoce: — Finchè sono cose scritte nei libri, ci ho poca fede. Saranno belle; ma chi vi pon mano?

Michele. Ho detto che tocca a noi; e sostengo che se vogliamo, possiamo. Abbi pazienza, ed ascolta. —

Angiolino lesse:

«Gli operaj sono sottoposti a perdere il pane a motivo della mancanza di lavoro, delle malattie, della vecchiaja e delle disgrazie impreviste. Vi sono già le Casse di risparmio che rimediano a molti guai: ma non tutti coloro che vi ricorrono, possono avervi depositata una somma bastante a provvedere ad una necessità inaspettata; non tutti possono aver cominciato tanto presto a depositare i loro risparmj, da mettere insieme una somma, che dia un frutto sufficiente per farsi le spese nella vecchiaja. Ora, i buoni operaj, hanno immaginato le Casse o Società di previdenza o di soccorso scambievole, ossia Compagnie contro le disgrazie della vita; e a un dipresso in questo modo.

«Ogni operajo che ha una giornata sicura, per quanto guadagni poco ed abbia famiglia, se vuole, può levare un soldo il giorno dal suo salario, e depositarlo nelle mani di un onesto cassiere. Già parecchi sono quelli ai quali riesce di depositare ogni settimana nelle Casse di risparmio anche una somma molto maggiore di sei soldi.