— Basterà per istasera, — disse Michele ad Angiolino. — Ora puoi andare a letto. — Indi volgendosi ad Andrea: — Ecco a un dipresso come si potrebbe rimediare alle nostre disgrazie. Mancherà ora chi voglia farne la prova e dare un esempio anche tra noi? Io spero che non passerà gran tempo che vedremo istituita la società di soccorso reciproco tra i calzolaj. Intanto il mio figliuolo ed io daremmo subito un pajo di lire al mese per ciascheduno; che cosa ne dici? —

Andrea approvò il pensiero, ed esclamò: — Dio volesse che una società come questa fosse già fatta! Anch’io sarei per uno. Ma chi comincia?

— Subito che fuorivia lo fanno, e se ne trovano bene — aggiungeva Santi, — perchè non s’ha a poter fare anche qui?

— E poi — ripetè Michele — ricordatevi che non si può nè anche dire che sia cosa nuova per noi. Nei tempi antichi c’era anche più di questo; e l’unione tra gli operai non solamente era giovevole alla loro prosperità domestica, ma potevano ancora accumular denari per opere di pubblica magnificenza, come fece l’Arte della Lana che sostenne le maggiori spese per la fabbrica del Duomo, e tutte le altre che fecero fondere e scolpire le belle statue di bronzo e di marmo, che sono nelle nicchie di Orsanmichele.

— Oh! ma quelli erano altri tempi, — diceva Andrea sospirando.

— E ora chi dice di fare un’altra cupola? — soggiunse Michele; — si tratta di assicurare il campamento di qualche povero vecchio, di prevenire la miseria, di migliorare il nostro stato, di trovare almeno il mezzo di morire in pace in casa nostra, piuttosto che andare a chiedere l’elemosina o chiuderci in un ospizio di mendicità, o finire una vita tribolata nello spedale. E poi, cominciamo, non ci lasciamo sgomentare dalle difficoltà e dalle dubbiezze; proviamo, se non foss’altro. Lasceremo noi dire che ora non siamo capaci d’immaginare un’opera buona o di condurla a fine? Ci sono tante compagnie religiose, che si reggono da lungo tempo! e anche in quelle si paga; forse meno, è vero; ma a tener di conto di tante spesicciuole traverse, e per lo più superflue, in capo all’anno si farebbe una bella somma! E nello stabilire una società di scambievole soccorso, credete voi che la religione non debba avervi la sua parte? E ve l’ha naturalmente, perchè questo è il miglior modo di esercitare la carità cristiana, perchè è il più utile al maggior numero, e perchè deve reggersi sui buoni costumi e tener cura della morale. La miseria, voi lo sapete, è una causa di molta depravazione. Dite: un figliuolo che fosse esatto a pagare la sua tassa alla compagnia, pel calo del torcetto alla processione, per la festa al tabernacolo, pel desinare ec., e che sapesse fare la sua bella figura sul banco del Governatore, ma che poi non volesse aiutare suo padre invecchiato nella fatica, e lo lasciasse andare a chiedere l’elemosina o a chiudersi in Montedomini, vi parrebbe egli un buon figliuolo, un vero cristiano codesto? Non direste che egli fa quelle spese più per ostentazione che per zelo religioso? Ma io non voglio fare la predica. Siete persuasi della bontà della proposta? bisogna cominciare a metterla ad effetto. Meno parole e più fatti. Aggiungerò solamente, ma non per voi, che molti i quali crederanno di non si potere obbligare a un tanto la settimana o a un tanto il mese per questa compagnia, troveranno un mezzo paolo ogni venerdì pel giuoco del lotto. Se a codesti disgraziati si dicesse: Che cosa preferite; un terno al lotto, promesso tante volte e non ottenuto mai, e se ottenuto, cagione spesso di molti altri inconvenienti; ovvero una pensione anche di sole trenta lire per tutta la vostra vecchiaja? Credete voi che dubiterebbero nella scelta? Andiamo, andiamo! Io spero che presto vedremo prosperare in gran numero anche fra noi queste nuove società di soccorso scambievole tra gli operaj; che tutti si persuaderanno della loro utilità, e che ne verrà un notabile miglioramento nei nostri costumi. —

Tutti applaudirono alle parole del vecchio, e Andrea esclamò: — Domani voglio parlarne subito al mio maestro di bottega; so che gli piacciono, queste cose!

— Benissimo! parlatene subito. — esclamarono le donne.

E Andrea, data la buona notte, un’occhiata amorosa alla fanciulla e una stretta di mano a Michele ed a Santi, tornò a casa più contento del solito, e impaziente di conferire col suo maestro di bottega intorno alle cose che aveva udito.

IL BUONO E IL CATTIVO PER TUTTO